Weinstein alla sbarra, per la procura è uno stupratore

La difesa porta le email "affettuose" con le presunte vittime

"Adescava le sue vittime facendo balenare il miraggio di un futuro nel cinema, poi le continuava a seguire, esercitando influenza per prevenire denunce": questa la tesi della procura di New York al processo contro Harvey Weinstein, entrato oggi nel vivo a New York. Due anni dopo lo scandalo che ne ha travolto la carriera, l'ex "re di Hollywood" e' da oggi sul banco degli imputati nel primo processo dell'epoca di #MeToo e il secondo, dopo quello contro Bill Cosby, che potrebbe vedere un titano dell'entertainment finire in galera per il resto dei suoi giorni per molestie sessuali e stupri.

Oltre 80 donne lo accusano, tra cui quelle che nei giorni scorsi a Los Angeles hanno portato a ulteriori incriminazioni. A New York difesa e parte civile oggi hanno argomentato il caso: foto delle vittime di Weinstein, tra cui Annabella Sciorra dei "Soprano", sono state mostrate dalla procura che ha definito l'ex produttore "predatore sessuale e stupratore". Gli avvocati di Weinstein hanno contrattaccato parlando delle "decine e decine e decine" di "affettuose email" scambiate con l'ex boss di Miramax con le "donne che verranno in aula ad accusarlo".

"Contrapponiamo alle loro accuse le loro stesse parole, prima e dopo quello che secondo loro e' stato violenza", ha detto Damon Cheronis, uno dei legali di Weinstein. Oltre alle due donne le cui accuse sono al centro del processo - l'ex assistente alla produzione Mimi Haley che lo accusa di averla forzata a fare sesso orale nel luglio 2006, e Jessica Mann, allora giovane aspirante attrice, che afferma di esser stata stuprata in un hotel di New York nel 2013 e che finora aveva chiesto di restare anonima - la parte civile conta di far deporre almeno altre tre donne protagoniste di tre incidenti: nel 2004 a Midtown Manhattan, a Soho la successiva primavera e in un hotel di Beverly Hills nel 2013.

"Per anni queste donne hanno interiorizzato il trauma, la paura della violenza", ha detto la rappresentante della procura, Meghan Hast. La strategia, come nel processo Cosby, mira a scavare nel passato di "predatore" dell'imputato: le accuse non devono esser provate oltre ogni ragionevole dubbio ne' devono essere collegate direttamente con il processo, ma possono aiutare a respingere la tesi della difesa che tutti gli incontri sessuali furono consensuali. Non e' un compito facile. A giudicare Weinstein e' una giuria sulla carta favorevole: per meta' maschi bianchi, un uomo di colore e solo cinque donne. Zoppicando, l'ex produttore e' entrato in corte oggi appoggiandosi al braccio di un assistente mentre un altro reggeva il deambulatore che aveva fatto da co-star nella fase preliminare del processo. Oltre cento reporter aspettavano in fila di poter entrare il tribunale. In aula, nei primi banchi, l'avvocatessa Gloria Allred, che rappresenta decine delle accusatrici di Weinstein: "Dovranno prepararsi a un controinterrogatorio brutale".

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