Jennifer Lawrence, spia con seduzione in Red Sparrow

Ruolo forte in spy thriller Red Sparrow, nelle sale dal primo marzo

"Ci è voluto un po' per dire sì ma dopo aver finito di girare mi sono sentita forte". Jennifer Lawrence apre sulle scene di nudo integrale in 'Red Sparrow', il thriller di spionaggio di cui è protagonista. Il film, ispirato al romanzo di Jason Matthews pubblicato da DeA Planeta, arriva in sala in Italia il primo marzo. In un'intervista ad una tivvu' australiana, l'attrice 27enne ha anche confessato che la notte prima il solo pensiero di essere nuda come mamma l'ha fatta (sue parole testuali) non l'ha fatta dormire. "Sì - ha ammesso - non ho dormito la notte prima perché è stato come avere l'incubo di trovarsi completamente nuda in classe ma dopo aver finito la scena mi sono sentita forte". 

La Lawrence è Dominika Erogova, una ballerina russa ingaggiata in un programma di intelligence nel quale viene addestrata per usare l'arte della seduzione e della manipolazione sessuale per incastrare spie.

+Nell'intervista la giovane attrice ha detto anche di essersi sentita intimidita dal dire sì al film appunto per le scene di nudo integrale ed in particolare dopo essere stata vittima di pirateria informatica nel 2014 quando alcune sue foto intime furono rese pubbliche.

'Honey trap', cioè trappola al miele, espressione usata in campo spionistico per indicare agenti che usano l'arma della seduzione e del sesso per intrappolare o ottenere informazioni da un bersaglio. E' il ruolo forte, tra scene di nudo integrale e di violenza, tortura compresa, nel quale si cala Jennifer Lawrence nello spy thriller Red Sparrow diretto da Francis Lawrence, già regista della giovane diva premio Oscar in vari capitoli di Hunger Games. Il film, in arrivo nelle sale italiane il 1 marzo con 20th Century Fox, è costruito su un cast di primo piano che comprende Joel Edgerton, Charlotte Rampling, Matthias Schoenaerts, Jeremy Irons e Ciaran Hinds. Alla base della storia c'è l'omonimo romanzo bestseller (in Italia edito da DeA) firmato da Jason Matthews, che si è dato alla scrittura dopo essere stato per 33 anni agente della Cia.

L'ex spia, che ha sviluppato la storia in una trilogia, composta anche da Il palazzo degli inganni e il capitolo finale The Kremlin's Candidate, appena uscito negli Usa, ambienta la vicenda in Russia, dove, ha spiegato Matthews, l'utilizzo di spie seduttrici, era particolarmente diffuso, come pare lo sia oggi anche in Cina. La sua eroina è Dominika Egorova (Lawrence), ballerina del Bolshoi, costretta a rinunciare alla danza dopo un grave incidente. Reclutata, suo malgrado, dal giovane zio (Schoenaerts), spregiudicato ufficiale dei servizi segreti, Dominika viene addestrata duramente alla Sparrow School, scuola per questo particolare tipo di spie, che pare esistesse davvero in Russia. Inviata poi a Budapest, per 'agganciare' l'agente della Cia Nate Nash (Edgerton), che sta proteggendo un'importante talpa nel governo russo, Dominika si lancia in un complesso gioco di rivelazioni, tradimenti e nuovi piani, pur di riacquistare la propria libertà.

Il film, che pesca a piene mani dai capisaldi del genere, paga qualche lunghezza e violenza di troppo ma è efficace nel mettere in scena diversi piani di seduzione e controllo, soprattutto grazie alla bravura degli attori. ''Ogni essere umano è un mosaico di bisogni, se diventi il loro pezzo mancante ti diranno tutto'' spiega la capo istruttrice (Rampling) a Dominika durante l'addestramento. ''C'era bisogno di un film così in questo momento - ha spiegato Jennifer Lawrence nelle interviste -.

La protagonista è una donna che è stata controllata e manipolata per tutta la vita, capace di riprendersi quel controllo. Si sente più forte e mi sono sentita così anch'io girando il film''. Un'energia dimostrata dall'attrice anche qualche giorno fa, reagendo ad alcuni articoli e commenti sui social network che stigmatizzavano il fatto si fosse troppo 'scoperta' apparendo in un vestito Versace per un photocall di Red Sparrow all'aperto a Londra, mentre gli altri attori si erano protetti dal freddo con cappotti e sciarpe: ''Quel vestito di Versace era favoloso, vi pare che copro quell'abito fantastico con un cappotto e una sciarpa? - ha scritto su Facebook -. Sarei rimasta fuori in mezzo alla neve per quel vestito, perché amo la moda e perché l'ho scelto io''. Per lei l'atteggiamento in questo tipo di critiche ''è sessista, è ridicolo, non è femminismo''.

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