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>>>ANSA/Ben Okri, natura e clima devono essere priorità governi

Lo scrittore nigeriano Booker Prize a Mantova

(dell'inviata Mauretta Capuano) (ANSA) - MANTOVA, 08 SET - Il dialogo tra visibile e invisibile che fa parte della tradizione africana ha spinto il grande scrittore nigeriano Ben Okri a scrivere 'La via della fame' , il capolavoro con cui ha vinto il Booker Prize nel 1991, che torna in libreria in una nuova edizione per La nave di Teseo. "Noi africani abbiamo la consapevolezza di questo dialogo ma tendiamo a perderla. L'incontro con noi stessi è sempre più ridotto" dice lo scrittore, che vive in Gran Bretagna, al suo arrivo al Festivaletteratura di Mantova. Con lo sguardo dritto, diretto, luminoso, rifiuta l'etichetta di realismo magico spesso attribuita alla sua scrittura. "Non è così, ma sono affascinato da alcune questioni. La prima è in cosa consiste la realtà: 'c'è solo quello che percepiamo c'è qualcos'altro dietro? Siamo noi a inventare la realtà o è difronte a noi?. Se siamo noi a crearla questo ha delle implicazioni, abbiamo delle responsabilità. Altra questione interessante: che cosa ci rende umani? E poi c'è la questione della consapevolezza o inconsapevolezza" racconta lo scrittore che sta lavorando a molte cose, poesie racconti brevi, drammi, commedie. "Due anni fa ho fatto l'adattamento teatrale de 'Lo straniero' di Camus e di un antico racconto che risale agli egizi. L'ultimo libro che ho scritto riguarda la tratta degli schiavi, volevo analizzare le radici della società e ho dovuto escogitare un nuovo linguaggio e modo di raccontare. E' stata un'impresa molto difficile, ho impiegato 7 anni e lo ho scritto due volte" spiega. E in corso ci sono anche tanti lavori che riguardano, appunto, "cosa costituisce la realtà e fa si che siamo quello che siamo. Mi interesso anche di temi e problemi che dobbiamo affrontare oggi: ho scritto poesie sulla guerra in Ucraina pubblicate sul Guardian e anche in un quotidiano italiano e uscirà una raccolta di poesie su temi ambientali che occupano la mia principale attenzione d iuomo e di scrittore.
    Noi dobbiamo arricchire e accudire il mondo. L'umanità non ha rispettato i doveri nei confronti della Terra, la saggezza dei nostri antenati, che avevano un profondo rispetto per la natura.
    Qualsiasi governo che non abbia come priorità i problemi climatici e la natura non merita fiducia e rispetto perché vediamo le conseguenze. Sono certo che il mondo sopravviverà ma non possiamo certo dirlo per gli uomini e le donne, per noi" sostiene Ben Okri.
    Lo scrittore nigeriano è molto felice che a trent'anni dalla prima uscita 'La via della fame' sia uscito in Inghilterra in una collana di classici e che ci siano molti lettori giovani che si stupiscono nel leggerlo: c'è la politica, la religione, temi ambientali che sono punti di forza e trovano una risonanza anche oggi, purtroppo".
    In 'Preghiera per i vivi', la raccolta di 24 racconti uscita in Italia, sempre per La nave di Teseo, alla fine del 2021, ricorda nella dedica che "è inutile fare con più ciò che si può fare con meno". E per dare risalto ai dettagli minimi, alle cose più piccole che danno sapore a una storia ha inventato una commistione tra haiku giapponese e racconto breve perché "diventiamo più forti misurandoci con le cose piccole". (ANSA).
   

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