Tura torna alle origini con noir su killer discoteche

'L'ultimo ballo', un sequel a 20 anni da esordio nel giallo

(di Alessandro Carlini) (ANSA) - LONDRA, 22 FEB - Stefano Tura torna alle origini della sua carriera di scrittore e giornalista, nella Rimini magica e maledetta che ha segnato la sua immaginazione di grande giallista italiano. E lo fa con 'L'ultimo ballo' (IL KILLER DELLE BALLERINE + L'ULTIMO BALLO, La Corte, pp. 456 - 20 euro), un sequel che viene pubblicato dalla casa editrice La Corte insieme alla prima opera dell'autore, 'Il killer delle ballerine', sui sanguinosi delitti compiuti lungo la Riviera romagnola, mondo luccicante minacciato dal buio di una mente assassina. Proprio in quel contesto di locali aperti fino all'alba, divertimenti sfrenati e anche torbidi fatti di cronaca nera, Tura, oggi corrispondente della Rai da Londra, si è fatto le ossa come giovane reporter, descrivendo una umanità e una realtà in cui l'apparenza quasi sempre inganna. Il protagonista non poteva che essere un giornalista, Luca Rambaldi, che ritroviamo nel sequel a venti anni di distanza, e con lui l'ispettore Gerace e il poliziotto infiltrato Marcus Damiani.
    Facce note, facce invecchiate e vissute, caratteri in certi casi peggiorati dal tempo, si ritrovano davanti un mondo ben diverso rispetto a quello di due decenni prima, ma ancora segnato dalla violenza.
    Il periodo delle folle oceaniche nelle discoteche, delle cubiste, dei vocalist, degli eccessi, dei 'viados', come venivano chiamati, ma anche delle stragi del sabato sera, del boom dell'ecstasy, della nascita dei grandi deejay e della techno music sono alle spalle. E' cambiato molto, i gusti, gli stili di vita, le professioni e la musica, ma non certo in meglio, e l'autore coglie i mutamenti e li descrive tenendoli ancorati molto bene alla storia. Ora il mondo è dominato da internet, dagli smartphone, dai social network e le piattaforme streaming. Un mondo in cui il livello di discriminazione e violenza nei confronti del 'diverso' è aumentato in modo esponenziale: anche se la libertà sessuale sembra diventata la normalità, lo sballo del sabato sera ha lasciato il posto al razzismo, al bullismo e all'intolleranza. Solo una cosa si ripete, identica: il killer delle ballerine ha ripreso a uccidere.
    Non c'è solo però una trama adattata ai nostri tempi ma emergono le tante sfaccettature di una società sempre più complessa. L'esperienza maturata nel genere giallo da parte di Tura, inoltre, si sente e si legge, nella resa psicologica dei personaggi, nell'indagare l'oscuro limite fra il bene e il male, e nell'analizzare con precisione anatomica i livelli di malvagità che possono essere raggiunti, senza mai indugiare sulle ricadute 'splatter'. E' senza dubbio il libro di una piena maturità, potente e capace di tenere i nervi a fior di pelle, capitolo dopo capitolo, in un susseguirsi ritmato di colpi di scena. Dopo 20 anni l'autore è rimasto sulla strada giusta, senza mai perdere la bussola del suo stile e della sua capacità di non lasciarci dormire, per ottime ragioni di lettura. (ANSA)

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