Stagione grandi firme per la Scala, da Attila a Woody Allen

Grandi ritorni come Barcellona, concerto con star della lirica

E' una stagione da serie A quella che si inaugurera' il prossimo 7 dicembre alla Scala: A come Attila, l'opera di Verdi che aprira' il cartellone con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Davide Livermore, e A come Woody Allen che firma la regia del Gianni Schicchi in cartellone a luglio. D'altronde, come ha detto il sindaco Giuseppe Sala alla presentazione, "Milano deve fare di tutto per dare il buon esempio e cosi' deve fare la Scala" che e' uno dei "pochissimi grandi teatri italiani che possono dire di avere i conti in ordine".

Attila e' il secondo titolo dopo Giovanna d'Arco dedicato da Chailly alla trilogia 'giovanile' di Verdi che terminera' con Macbeth e sara' eseguito nell'edizione critica con "due sorprese nel terzo atto" ha assicurato il direttore musicale della Scala: la romanza 'o dolore' e soprattutto prima del terzetto l'esecuzione "di cinque battute composta da Rossini quando lo esegui' a Parigi nel 1865". Nel cast Ildar Abdrazakov e Saioa Hernandez che sta lavorando con il maestro sulla parte. E di nuovo la diretta tv sulla Rai (che quest'anno alla Scala dedica anche un documentario). L'allestimento di Allen non e' nuovo, e' quello che curo' per la Los Angeles Opera gia' andato in scena a Spoleto. Comunque il premio Oscar dovrebbe venire a Milano qualche giorno per seguire il progetto affidato all'Accademia della Scala (che lo eseguira' insieme a Prima la musica poi le parole di Antonio Salieri con la direzione di Adam Fischer e Ambrogio Maestri come protagonista). Un'occasione per dedicare ad Allen anche una rassegna cinematografica in citta'. Sono due dei 15 titoli in cartellone quelli affidati all'Accademia. Il secondo e' Rigoletto con Leo Nucci e la direzione di Nello Santi.

Le altre opere (la meta' italiane) sono la ripresa della Traviata di Liliana Cavani con Wyung-Whun Chung a dirigerla a Milano per la prima volta e fra gli interpreti Nucci e Placido Domingo ad alternarsi nel ruolo di Giorgio Germont. Poi la storica Cenerentola di Jean-Pierre Ponnelle; I masnadieri diretti da Michele Mariotti con la regia di David McVicar e nel cast Michele Pertusi (e un Amalia da definire dopo il forfait di Francesca Lombardi) e L'elisir d'amore con Michele Gamba sul podio. Tutta italiana e' anche l'opera contemporanea in cartellone: la ripresa di Quartett di Luca Francesconi che alla Scala ha avuto il debutto assoluto nel 2011. Un grande ritorno alla Scala e' quello del mezzosoprano Daniela Barcellona che sara' Cleopatra nel Giulio Cesare di Haendel con la regia di Robert Carsen.

Completano il cartellone Chivanscina di Modest Musorgksij con la direzione di Valery Gergiev e la regia di Mario Martone, Ariadne auf Naxos di Strauss con il sovrintendente Alexander Pereira "gratis" a fare la parte recitata del Haushofmeister, Idomeneo di Mozart diretto da Christoph von Dohnanyi, Die tote Stadt di Eric Wolfgang Korngold con la regia di Graham Vick e Die aegyptische Helena di Strauss diretto da Franz Welser- Moest. La secondo opera che dirigera' Chailly e' invece Manon Lescaut con la regia di David Poutney, un ulteriore tassello del progetto di Chailly di eseguire alla Scala tutte le opere di Puccini che continuera' nel 2019 quando la stagione sara' inaugurata da Tosca con la star Anna Netrebko. Fra le novita' (oltre al ritorno della biglietteria che ora si trova in piazza Duomo all'interno del teatro dove adesso e' lo shop) il concerto straordinario degli ambasciatori rolex con i Wiener diretti da Placido Domingo e Gustavo Dudamen e sul podio star come lo stesso Domingo, Juan Diego Florez e Jonas Kaufman e il debutto dell'orchestra del festival di Lucerna. Ma forse qualche annuncio su grandi comeback (il pubblico continua ad attendere Riccardo Muti) deve ancora arrivare.

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