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Milano: capitale del lavoro in Italia soprattutto nei settori digital, oil&gas, automation, finance e retail

Una crescita del Pil doppia rispetto a quella del paese, tra le prime 50 città per ricchezza e potere economico a ...

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Una crescita del Pil doppia rispetto a quella del paese, tra le prime 50 città per ricchezza e potere economico a livello mondiale e cardine del Nuovo Triangolo Industriale (Lombardia, Emilia e Nord-Est). Milano rappresenta di fatto la capitale italiana del lavoro, coprendo tutto l'orizzonte dimensionale d'impresa dalle piccole a conduzione familiare alle multinazionali. Il capoluogo lombardo è infatti sede di 4.600 multinazionali delle 14mila presenti in tutto il territorio e oltre 10mila imprese straniere. Non solo, a infondere dinamicità alla città meneghina anche la copresenza di molteplici settori, dall'industria al commercio passando per la finanza e le startup innovative. Se da una parte, come conferma anche l'Osservatorio Milano di Assolombarda, il sistema produttivo manufatturiero è il punto di maggior forza, dall'altra, la ricerca condotta da Wyser registra nell'area una particolare vivacità occupazionale nei settori Digital, Oil&Gas, Automation, Finance e Retail. "Ci aspettiamo che l'attrattività e la dinamicità occupazionale di Milano continueranno a crescere anche nel decennio 2020 - sostiene Carlo Caporale, amministratore delegato di Wyser Italia - Le realtà di eccellenza a livello imprenditoriale, ma anche formativo sono la base solida della città anche oltre i confini nazionali". Si registra infatti un'apertura internazionale degli atenei milanesi e lombardi che trova riscontro nella continua crescita degli studenti internazionali: 14.518 nell'anno accademico 2017-2018, pari al 5,2% del totale degli iscritti. Inoltre, a conferma della reputazione internazionale del capoluogo milanese in alcuni settori, si evidenza una maggior propensione degli studenti internazionali per i corsi STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e Arts (es. design): 52,4% (rispetto al 40% medio lombardo) mentre in quelli Arts è il 6,2% rispetto alla media regionale dell'1,4%. Studenti internazionali che provengono principalmente da Europa e, in egual misura, dall'Asia.

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