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Anche i beni rifugio possono essere sostenibili

L'oro è stato considerato a lungo dagli investitori come un bene rifugio particolarmente prezioso nelle fasi di incertezza e volatilità. Lo è tuttora seppure le modalità per accedere a tale forma di investimento sono progredite nel tempo. E' soprattutto nei periodi di incertezza e volatilità, che l’oro tende ad essere una delle asset class più ricercate. Le recenti preoccupazioni ne sono una conferma, visto che hanno spinto molti investitori a ricercare investimenti in beni rifugio, e i nuovi record raggiunto dalla raccolta di ETC in oro fisico in Europa, lo testimoniano.

 

Oltre ad essere considerato un bene rifugio per eccellenza, l’oro presenta anche altri vantaggi, tra i quali si può menzionare sicuramente la diversificazione, (in quanto questa asset class ha storicamente dimostrato una bassa correlazione con azioni e obbligazioni. L’oro segue determinati driver che incidono sul suo prezzo, e spesso si comporta bene quando le azioni subiscono forti cali) e la copertura dall’inflazione (mentre molte valute sono state impattate negativamente dell’aumento dei prezzi di beni e servizi, l’oro ha mantenuto il suo potere d’acquisto a lungo termine).

 

Storicamente l’unico modo in cui la maggior parte degli investitori poteva esporsi sull’oro era comprare fisicamente lingotti e monete d’oro, e sostenere alti costi per la consegna, lo stoccaggio e l’assicurazione. Sono nate poi altre opzioni, per chi non voleva detenere l’oro in forma fisica, come i future. Ma anche in tal caso i costi e il roll over alla scadenza da un contratto future al successivo, rendono tale strumento meno convenienti per gli investitori di lungo termine.

 

Recentemente ha iniziato a farsi strada un’altra possibilità con la nascita dei prodotti scambiati in oro, che permette agli investitori di esporsi più facilmente alla materia prima. I prodotti negoziati in borsa rappresentano oramai circa un terzo della domanda di investimenti e con la loro introduzione la domanda di oro come investimento è mediamente aumentata del 15% l’anno a partire dal 2012.

 

Tra le varie tipologie di prodotto scambiati è possibile considerare anche gli ETC, di cui Invesco dispone uno dei prodotti più longevi, essendo stato lanciato nel 2009: l’Invesco Physical Gold ETC, che mira a fornire la performance del LBMA Gold Price PM, al netto delle commissioni di gestione pari 0,24% per anno. E’ uno tra qli ETC su oro fisico con i costi più bassi in Europa e che sta evolvendo verso un approccio sostenibile. In che modo? La LBMA Responsabile Gold Guidance è entrata in vigore nel 2012 e prevede il rigoroso rispetto di norme di provienenza sull’oro. Queste linee guida sono stata create per combattere gli abusi sistemici, evitare conflitti e rispettare gli elevati standard di antiriciclaggio e contrastare le pratiche di finanziamento del terrorismo. Invesco sta lavorando molto su questo ambito tanto che ha incaricato la banca depositaria J.P. Morgan Chase di ridurre al minimo l’esposizione all’oro estratto prima del 2012, che verosimilmente potrebbe non essere conforme alla Responsable Gold Guidance. In questo modo si cerca di assicurare una conformità ai più elevati standard etici. Inoltre l’ETC sull’oro risponde ai criteri UCITS ed è conforme alla Shariah. Gli ultimi dati forniti dalla banca depositaria, a settembre 2019, indicano che l’85% dei lingotti d’oro detenuti nel conto separato di Invesco Physical Gold ETC è stato coniato dopo il 2012. Invesco continuerà a seguire il processo che porterà a detenere solo lingotti d’oro post-2012 allo scopo di assicurare la conformità ai massimi standard etici.

 

 

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