Florida: Fbi ammette, fummo avvertiti ma non abbiamo agito. Direttore nella bufera

'Non seguito il protocollo dopo indicazioni preoccupanti su Cruz'

L'Fbi ammette che il protocollo non è stato seguito nella sua interezza dopo indicazioni ricevute lo scorso 5 gennaio su Nikolas Cruz, l'autore della strage nella scuola di Parkland, in Florida, che sottolineavano comportamenti preoccupanti. Lo sottolinea lo stesso Bureau federale in una nota che comprende un commento del Christopher Wray che esprime rammarico "per l'ulteriore dolore che ciò ha provocato in coloro coinvolti in questa orribile tragedia". La polizia locale era stata chiamata decine di volte tra il 2011 e il 2016 a casa di Cruz, riferisce la Cnn.

Il governatore della Florida, Rick Scott, ha chiesto le dimissioni del direttore dell'Fbi, Christopher Wray, in seguito all'ammissione del Bureau di non aver agito dopo gli avvertimenti sul conto del killer del liceo di Parkland. L'Fbi ha riconosciuto di non aver fatto nulla quando il 5 gennaio una persona vicina all'autore della strage, Nikolas Cruz, la contattò per segnalare comportamenti preoccupanti.

E' stata colpa dei "demoni". Il 19enne Nikolas Cruz, accusato della strage alla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, secondo Abc News ha detto agli investigatori che sono state voci nella sua testa, descritte come "demoni", a dargli istruzioni su cosa fare per portare a termine il massacro.

La polizia rivede la cronologia della ricostruzione dell'arresto di Nikolas Cruz, l'autore della strage scolastica in Florida, riferendo che e' stato catturato dopo aver lasciato un fast food. Il giovane si e' diretto prima in una catena di piccoli ristoranti economici acquistando una bibita e poi ad un McDonald's. Quindi e' stato avvicinato da un poliziotto e arrestato 40 minuti dopo essere uscito dal McDonald's.

La sparatoria nel liceo della Florida è durata per tre minuti e l'autore e' arrivato a bordo di un taxi Uber. Sono alcune delle circostanze riferite dallo sceriffo locale. Uber ha riferito che sta collaborando con gli investigatori ma non ha risposto alla domande se il tassista aveva notato un comportamento sospetto del passeggero o se stava trasportando un'arma in una grande borsa.

Cruz ha sparato in cinque classi: prima in tre aule del primo piano, tornando poi a sparare in due di queste, quindi in un'altra classe allo stesso piano. Infine è salito al secondo piano e ha sparato ad una persona che si trovava in classe. Lo ha reso noto lo sceriffo della contea locale.

In serata la veglia per le vittime alla quale hanno partecipato migliaia di persone.

Negli Stati Uniti è la diciannovesima sparatoria solo da inizio 2018.

Le 17 vittime sono quasi tutti studenti, ma anche una professoressa e uno dei coach della squadra di football della scuola: due eroi morti per aver fatto da scudo in difesa dei ragazzi. Nikolas è stato catturato dopo circa un'ora: si era mescolato agli studenti in fuga e aveva fatto tappa anche in due fast food, l'ultimo dei quali era un McDonald's. Incriminato con 17 capi d'accusa per omicidio premeditato, è già comparso con la divisa arancione dei detenuti davanti alla corte per la condalida dell'arresto (senza cauzione) e ha gia' confessato tutto alla polizia. Rischia la pena di morte.

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E' pienamente consapevole dell'accaduto ed e' un essere umano distrutto", ha fatto sapere la sua legale, Melise McNeill. E mentre tra i banchi delle aule vuote e spettrali continuano a squillare gli smartphone delle vittime, una parte dell'America si chiede quanto ancora bisognerà attendere perché si ponga fine a un fenomeno che non ha eguali nei Paesi occidentali. Con una sparatoria ogni 60 ore nelle scuole Usa dall'inizio dell'anno.

L'arresto del killer (VIDEO)

La fuga degli studenti terrorizzati (VIDEO)

Nikolas Cruz appare in vari post su Instagram con delle armi in mano tra cui varie pistole e coltelli. E in cui descrive l'atto dello sparare come "una terapia". Gli investigatori parlano di immagini e frasi "inquietanti", tra cui alcune in cui prende in giro i musulmani. In quasi tutte le foto il giovane indossa una maglietta nera e una sciarpa che copre parte del suo viso per celare l'identità. "Qualunque cosa postava era sulle armi. E' malato", racconta un suo ex compagno di classe, mentre altri affermano che Nikolas veniva a scuola sempre armato.

IL PROFILO INSTAGRAM DI NIKOLAS CRUZ

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