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Valore impresa: un fisco nuovo per sostenere lo sviluppo

Cicero, non bastano mini-tagli. Baretta, apriamo un confronto

Roma ANSAcom

Basta parlare solo di Ilva, l'Italia sono le piccole e medie imprese che rappresentano il 90% del tessuto produttivo e sono in crisi. È il messaggio di Valore Impresa, network di imprese e professionisti, al convegno "Un fisco da rottamare per sostenere lo sviluppo" alla Camera dei deputati.

"Non basta concedere mezzo punto di riduzione di tassazione o fare riferimento a semplificazioni e agevolazioni per pochi. Bisogna intervenire sulle gravi vessazioni che lo Stato perpetra nella determinazione della procedura della tassazione", dichiara il presidente di Valore impresa, Gianni Cicero. La deducibilità dei costi, la tassazione per cassa e non per competenza e il divieto di compensazione dei crediti IVA sono, per la fondazione, temi da cui partire per un fisco che faccia nascere sviluppo.

A questo appello di Valore impresa risponde un’apertura al confronto del governo e della politica, della maggioranza come dell'opposizione. Il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, dichiara che "la piccola impresa nella crisi ha dimostrato di essere aiutata e valorizzata e anche il fisco deve fare la sua parte". Per questo il sottosegretario invita il mondo delle imprese a "un confronto serio e approfondito già dalle legge di bilancio e dal decreto fiscale".

Anche la presidente della Commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco, propone un tavolo di discussione. "Sin da quando è iniziata la mia esperienza in commissione - racconta Ruocco ho proposto la semplificazione fiscale come tema fondamentale e ho supportato una proposta di legge di 36 articoli confluita nel decreto crescita".

Interviene anche il vicepresidente della Camera, Davide Rampelli di Fratelli d'Italia, che invoca una svolta nella politica fiscale: "un governo responsabile dovrebbe puntare sull'aumento della ricchezza, non si possono continuare a fare manovre ridistributive, come dice Conte, se non c’è ricchezza da redistribuire".

Sulla stessa linea, il senatore Claudio Durigon della Lega, si augura che "finisca la fase assistenzialista perché oggi il punto fondamentale sono le aziende". Il compagno di partito e deputato, Massimo Garavaglia, propone inoltre di "ribaltare la frittata e smettere di fare leggi pensando alle grandi imprese". "Facciamo invece leggi per le aziende e poi deroghe per quelle più grandi", spiega.
Sono molto critici verso il governo anche i parlamentari Andrea De Bertoldi di Fratelli d'Italia e Lucio Malan di Forza Italia che anticipa la presentazione di alcune proposte innovative sul fisco. "Un Paese con ganasce e controlli a ogni angolo - per Malan - non è un paese che cresce. Tutto il sistema dei controlli ha costi enormi per lo Stato e per le imprese".

Il tempo per "uno shock fiscale a favore delle imprese" con le parole del presidente di Pmi Italia, Tommaso Cerciello, intanto stringe. Valore impresa calcola che il 20 agosto 2020 "le campane delle chiese suoneranno a lutto" per le tante morti di piccole imprese, con l'entrata in vigore dei limiti per la fallibilità imposti dal nuovo codice sulla crisi di impresa.

In collaborazione con:
Valore Impresa

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