Nicola Zingaretti

Rieletto governatore del Lazio, golden boy del Pd

Da liceale antirazzista a governatore del Lazio. In mezzo, un cursus che gradino dopo gradino e simbolo dopo simbolo (dalla Sinistra Giovanile, ai Ds, al Pd) segnano i passi di una carriera, quella di Nicola Zingaretti, tutta nelle file del principale partito della sinistra italiana. Di cui il giovane dirigente e' sempre stato considerato prima un 'golden boy', poi un asso da giocare.

E il momento opportuno e' stato la caduta della giunta regionale guidata da Renata Polverini, travolta dagli scandali dei fondi consiliari.

Romano, classe 1965, il nuovo presidente della Regione Lazio muove i primi passi nel movimento per la pace nel 1982.

A 17 anni fonda una associazione di volontariato antirazzista.

A 26 anni e' segretario nazionale della Sinistra Giovanile. L'anno dopo, nel 1992, entra in Consiglio comunale a Roma.

Tra il 1995 e il 2000 Zingaretti e' all'opera in ambito internazionale, prima alla presidenza dell'Unione internazionale gioventu' socialista, poi responsabile delle Relazioni internazionali dei Ds.

Nel 2000 e' segretario dei Ds Roma.

Quattro anni dopo e' eurodeputato e presidente di delegazione italiana nel Pse. Nel 2006 e' segretario regionale dei Ds.

L'anno dopo, 282 mila voti alle Primarie lo incoronano segretario del Pd Lazio. Nel 2008 succede a Enrico Gasbarra alla guida della Provincia di Roma col 51,5% dei voti. Nonostante le ristrette competenze dell'ente, la giunta Zingaretti riesce comunque a emergere ('Una Provincia utile' e uno dei suoi motti) grazie a una serie di iniziative, prime tra tutte la vasta rete gratuita Provincia Wifi, la diffusione della raccolta differenziata e il centro per l'occupazione Porta Futuro. Dal punto di vista politico, Zingaretti in questi anni e' 'schiacciato' nella morsa Pdl del Campidoglio e, dal 2010, della Regione.

Ed e' nel 2010 che il presidente della Provincia e' tentato, per la prima volta, di fare il salto da Palazzo Valentini a via Cristoforo Colombo. Ma la sua 'candidatura in pectore' durera' poche ore, e al suo posto andra' Emma Bonino. Vincera' Renata Polverini.

Il 25 aprile 2010 Zingaretti la difendera' dalle contestazioni di piazza dei centri sociali, prendendosi in viso un limone al posto suo. Ne nascera' un asse di cordialita' non solo istituzionale, che i maliziosi interpreteranno in funzione anti-Alemanno.

Perche' l'ambizione di Zingaretti e' diventare il sindaco di Roma, e dal 2012 e' di fatto gia' pronto a scendere in campo contro Gianni Alemanno. Ma, caduta la giunta di centrodestra alla Regione, il partito chiama e il dirigente risponde. E' lui a essere considerato il volto piu' spendibile del Pd laziale e sara' lui a correre per la carica di governatore.

Di idee laiche ma in buoni rapporti con il mondo cattolico, sposato, due figlie, schivo ha pero' un fratello celebre, Luca, attore di successo al cinema e in tv nei panni del commissario Montalbano.

Una discrezione personale rispecchiata nell'atteggiamento politico, tanto da essere talora criticato (anche dai suoi alleati) come eccessivamente prudente e attendista. Un approccio che pero' lo ha portato, di passo in passo, fino al ruolo di massimo amministratore del Lazio.

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