Champions League, Atalanta-Manchester City 1-1

In gol Sterling e Pasalic; Jesus sbaglia rigore, rosso per Bravo

Il primo storico punto dell'Atalanta in Champions League ha il dolce sapore dell'impresa e serve a mantenere viva la speranza per la qualificazione agli ottavi, anche per merito della rocambolesca rimonta dello Shakhtar Donetsk sulla Dinamo Zagabria. La Dea si riscatta, quindi, dopo un girone d'andata da incubo (con 11 gol subiti, record storico in negativo) e inchioda sull'1-1 (Pasalic risponde a Sterling) il Manchester City a San Siro, cullando in quell'ultimo quarto d'ora vissuto in apnea e all'arrembaggio il sogno dei tre punti, quando i campioni di Inghilterra restano in 10 uomini e senza più il portiere per il rosso diretto a Claudio Bravo per un fallo su Ilicic. Il cileno, che a inizio ripresa aveva preso il posto di Ederson (che non stava bene), è sostituito in porta dal difensore Walker, n.1 improvvisato. L'Atalanta non è più una semplice illusione del campionato italiano, con il rammarico nel cuore per aver buttato via le prime tre partite si trasforma in una splendida realtà europea una volta scontato lo scotto di avere pochissima esperienza internazionale: in una splendida notte arriva la dimostrazione che a questi livelli l'Atalanta può starci. E' una festa per gli increduli tifosi nerazzurri che però fischiano il City, colpevole di aver perso tempo - in maniera estremamente furba - nel concitato finale. Polemiche a parte, gli oltre 30mila tifosi della Dea tributano alla squadra onori degni di un esercito tornato vincente da una battaglia. Gli inglesi sono oggettivamente di un'altra galassia calcistica e per un tempo intero sono in assoluto controllo, mostrando un'onnipotenza tecnica: vanno avanti dopo appena 497 secondi con il quattordicesimo colpo stagionale di Sterling, emblema della lotta della Premier League al razzismo e già autore di tre reti nella manita dell'andata, creano un paio di occasioni ghiotte e poi sbagliano un calcio di rigore con Gabriel Jesus al 42'. Ma nella ripresa la musica cambia: l'Atalanta è più aggressiva e intensa e, recuperando subito un pallone in mezzo al campo, trova il lancio giusto per Gomez che serve a Pasalic un cross al bacio solo da spingere in porta, dove Claudio Bravo aveva sostituito all'intervallo Ederson (out per un guaio muscolare). Non è un semplice lampo: l'Atalanta legittima il pareggio a suon di contrasti vinti e tessendo trame di gioco, mantenendo a lungo il possesso palla contro una squadra di Guardiola. Notizia nella notizia. La qualificazione, però, rischia di restare un miraggio: ora l'Atalanta può solo vincere i due scontri diretti e sperare che le due avversarie dirette si fermino contro il City, al massimo, ad un pareggio.

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