Politici hackerati in Germania, confessa un ventenne

Avrebbe agito da solo ma non sono chiare le motivazioni del gesto

Ha confessato tutto e collaborato con gli inquirenti il ventenne fermato dalla polizia tedesca nell'ambito delle indagini sul caso dei dati hackerati a centinaia di politici e personaggi noti in Germania.

Secondo la Bka avrebbe agito da solo, non vi sarebbero per ora inizi di collaborazione, e le motivazioni non sarebbero ancora del tutto chiare: "Ha detto di essersi arrabbiato per le esternazioni dei politici". Il computer dello studente è stato sequestrato.

Si difende dalle critiche rivolte a lui e al suo dicastero, il ministro degli Interni Horst Seehofer, per lo scandalo sulla diffusione di dati privati di un migliaia di personaggi noti della politica e dell'informazione da un account twitter in Germania, nel corso della conferenza stampa con il presidente federale della Sicurezza Informatica.

"Molto veloci, molto efficienti e con un'operatività 24 ore su 24": così si sono comportate le autorità per la sicurezza, secondo quanto ha dichiarato il ministro Seehofer. Le condizioni di sicurezza in Germania non sono minacciate o mutate dopo l'attacco dell'hacker 20enne.

In ogni caso Seehofer ha annunciato che nella prima metà dell'anno in corso sarà presentata una legge per la sicurezza informatica 2.0. che aumenterà la protezione del consumatore. La sicurezza assoluta nel campo della cyber-sicurezza è impossibile, ha proseguito il ministro.

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