La sfida del Congresso, Dem sognano di sbancare

Redazione ANSA

Alla vigilia di Halloween, Joe Biden e i democratici sognano l'arrivo del 'Grande Cocomero': ritornare alla Casa Bianca dopo 4 anni, mantenere la Camera e riconquistare il Senato perduto nel 2014. La loro copertina di Linus sono i sondaggi a favore e il record del voto anticipato, che tradizionalmente favorisce il loro partito. La possibile sorpresa si nasconde dietro l'election day del 3 novembre, quando si voterà non solo per la presidenza ma anche per rinnovare l'intera Camera dei rappresentanti e un terzo del Senato (35 seggi). Se l''onda blu" si estendesse al controllo del Congresso, Biden potrebbe attuare più rapidamente e più facilmente la sua agenda su questioni chiave come la sanità, l'immigrazione e il climate change. Diversamente ci sarebbe un "divided government", con un boicottaggio sistematico dell'esecutivo in una arena politica sempre piu' polarizzata. Senza dimenticare che i repubblicani ormai hanno ipotecato una maggioranza conservatrice alla Corte suprema per alcuni decenni. L'incubo del Grand Old Party è quello di perdere non solo la Casa Bianca ma anche il Senato, dove ora ha 53 seggi contro i 47 dell'opposizione (due sono indipendenti ma schierati con i dem). Lo stesso Donald Trump, pur profetizzando un'"onda rossa", ha confessato ad alcuni donatori del partito che sarà "molto dura" mantenere il controllo del Senato a causa di alcuni candidati che non può e non vuole sostenere. Sono quelli che stanno prendendo le distanze dalla sua retorica incendiaria nel timore di perdere lo scranno. Secondo il sito RealClearPolitics (Rcp), al momento i dem possono contare su 45 seggi (tra sicuri e favorevoli), i repubblicani su 46. In caso di parità (50 a 50) è il vicepresidente l'ago della bilancia, quindi in questa eventualità c'è anche l'incognita di chi vincerà la Casa Bianca. Nove le gare 'tossup', ossia incerte, di cui sette riguardano senatori Gop. Tra i repubblicani che potrebbero perdere il seggio ci sono Susan Collins (Maine), Joni Ernst (Iowa) e Thon Tillis (North Carolina), tutti per aver difeso la gestione della pandemia da parte di Trump. Due sfidanti dem, John Hickenlooper e l'astronauta Mark Kelly, sembrano avere buon chance di sconfiggere i senatori uscenti in Colorado e Arizona, Cory Gardner e la top gun Martha McSally. Lindsey Graham, il presidente della commissione giustizia, si trova di fronte alle elezioni piu' difficili della sua carriera in South Carolina contro Jaime Harrison, che lo ha surclassato nella raccolta fondi. Anche il potente leader dei senatori, il 78/enne Mitch McConnell, dovrà sudare per mantenere in Kentucky la poltrona dove siede dal 1986: la sua sfidante Amy McGrath, una ex top gun dei Marine, ha raccolto ben 46 milioni di dollari per la propria campagna. A forte rischio tra i dem invece il senatore Doug Jones in Alabama, uno degli Stati più conservatori. Per il partito dell'asinello sembra meno difficile la missione di conservare la Camera, dove ha 232 deputati contro i 197 repubblicani. Secondo Rcp ora può contare su 214 seggi, sui 218 necessari per la maggioranza, mentre il Gop si ferma a 182. Disputabili 39 seggi: sembra improbabile che il partito di Trump ne strappi almeno 36. La giovane star dem Alexandria Ocasio-Cortez, icona dell'ala liberal, si prepara a rivincere facile in quella che e' gia' la seconda gara più cara tra le 453 della Camera (circa 30 milioni di dollari). Ma al Senato ci sono otto dei dieci duelli piu' costosi della storia, compreso quello tra Tillis e Cunningham, che ha già superato i 272 milioni di dollari. Altre tre sfide hanno varcato il tetto dei 200 milioni di dollari: cifre senza precedenti, che confermano come sia altissima la posta in gioco al Senato.

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