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Ad Aosta i capolavori dell'Espressionismo svizzero

Al Museo archeologico regionale fino al 23 ottobre

Da venerdì 24 giugno nel Museo Archeologico Regionale di Aosta è allestita la mostra "Espressionismo svizzero. Linguaggi degli artisti d'Oltralpe" per raccontare una stagione straordinaria ma ancora poco conosciuta dell'arte del Novecento. Curata da Daria Jorioz, Andrea Lutz e David Schmidhauser, l'esposizione è stata allestita in collaborazione con il Kunst Museum di Winterthur e riunisce per la prima volta capolavori provenienti da tutta l'area geografica elvetica, includendo sia il Ticino sia la zona della Svizzera francese, fino ad ora poco conosciuti dal grande pubblico.
    "Nei primi anni del Novecento furono numerosi gli artisti di provenienza elvetica - è spiegato nella presentazione - che trovarono nell'estetica cruda e nei colori forti e simbolici tipici dell'Espressionismo piena espressione di sé e del tempo in cui vivevano. Il movimento si sviluppò gradualmente, dagli inizi alla prima metà del Novecento, in diverse aree geografiche del paese, tanto da definire approcci espressivi e tendenze stilistiche molto diverse tra loro che portarono alla definizione di numerosi gruppi di artisti, per cui si può parlare di 'plurilinguismo elvetico'. Se da un lato l'influenza del vicino Fauvismo francese si manifestava nei lavori dell'artista Cuno Amiet, precursore dell'Espressionismo svizzero, e a Ginevra nelle intense gamme cromatiche del gruppo Le Falot, dall'altro l'esperienza tedesca del Die Brücke ebbe riscontro nel gruppo lucernese Der Moderne Bund e in quello sorto a Basilea dei Rot-Blau, più interessati al valore simbolico del colore. Ad Ascona, inoltre, si formò il gruppo dell'Orsa Maggiore, rivolto alla rappresentazione dell'idilliaco paesaggio ticinese. Tuttavia, furono numerosi anche quegli artisti che perseguirono una ricerca individuale senza aderire ad alcun gruppo e affrontando i temi più vari: dalla politica alle questioni sociali, dalla sofferenza della guerra alla rappresentazione paesaggistica". La mostra resterà aperta al pubblico fino al 23 ottobre prossimo. (ANSA).
   

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