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Un futuro con meno auto in Europa? I dati dicono che la strada è ancora lunga

Eurostat ha calcolato un veicolo ogni due abitanti nel 2020. In Italia si trovano tre delle cinque aree con il più elevato tasso di motorizzazione.

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di Flavio Natale

“Nel 2020, nell’Unione europea si registrava una vettura ogni due abitanti”. A rivelarlo è una ricerca Eurostat, pubblicata il 27 luglio dall’Ufficio statistico Ue, che fa il quadro sulla distribuzione delle autovetture private e commerciali a livello continentale e nazionale.

In termini di autovetture per mille abitanti, gli Stati dell’Europa orientale hanno registrato i numeri più bassi, mentre quelli dell'Europa occidentale hanno registrato tassi più elevati, con alcune marcate disparità regionali. In testa alle realtà territoriali europee con maggior possesso di autovetture ogni mille abitanti troviamo la Valle d'Aosta (1.787), la Provincia autonoma di Trento (1.285) e la Provincia autonoma di Bolzano (871), seguite dalla provincia del Flevoland (857) nei Paesi Bassi e dalla regione finlandese delle Isole Åland (840). A chiudere la classifica invece sono l’Egeo Settentrionale (261), la Grecia centrale (238), la Guyana francese (209), il Peloponneso (186) e la provincia del Mayotte (72). In Italia, fa notare l’Eurostat, “sono stati registrati tre dei cinque tassi di motorizzazione più alti di tutta l’Unione”.

Questi dati sono riconducibili, secondo l’Ufficio statistico Ue, sia alle differenti situazioni economiche regionali che ad alcune variabili locali: ad esempio, l’elevato livello di motorizzazione in Valle d'Aosta è influenzato dalle norme fiscali vantaggiose della regione, mentre l’alto numero di autovetture nel Flevoland è riconducibile principalmente alla vicinanza con un grande agglomerato urbano come Amsterdam.

Il quadro appare piuttosto diverso quando si parla di veicoli commerciali (autocarri, trattori stradali e veicoli speciali esclusi rimorchi e semirimorchi), dove non sono state osservate differenze sistematiche tra le regioni dell'Europa occidentale e orientale. La quota di veicoli commerciali sul numero totale di veicoli stradali in una regione dipende anche qui da una serie di fattori. Tra questi emergono la presenza, o assenza, di sistemi di trasporto regionale e infrastrutture per il trasporto merci, come autostrade, linee ferroviarie, porti e aeroporti. “Anche le caratteristiche economiche della regione giocano un ruolo importante”, fa notare l’Eurostat. Infatti, sul numero di veicoli commerciali influisce significativamente il tipo di economia locale (industria manifatturiera o, al contrario, dei servizi) o la localizzazione geografica della regione rispetto ai principali corridoi di trasporto merci.

Secondo lo studio Eurostat, 12 delle prime 15 regioni Ue con la quota più bassa di veicoli commerciali si trova nelle aree urbanizzate della Germania (percentuale compresa tra il 7,4% e il 9,7%). Data la mancanza di dati attendibili in questo settore per la Grecia (che nel 2019 aveva registrato la quota più elevata sul numero totale di veicoli commerciali), la maggiore frequenza nel 2020 si registra in Spagna, dove si trovano nove delle 15 regioni con i tassi più elevati del settore, oscillanti tra il 25,4% delle Isole Canarie e il 19,4% della Catalogna.

La necessità di diminuire in futuro il numero di automobili sul territorio europeo, e con esse i danni provocati all’ecosistema dall’inquinamento atmosferico, appare dunque quantomai urgente.

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