Auto: società carburanti, no a bando motori termici al 2035

"Ci si lega a una sola tecnologia e si perdono posti di lavoro"

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 27 GIU - Le Associazioni Assogasmetano, Assopetroli-Assoenergia e Federmetano in vista del Consiglio Ambiente Ue di martedì 28, con una nota congiunta al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e ai ministri della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ribadiscono l'allarme già sollevato nei mesi scorsi per quelle che ritengono "le drammatiche ripercussioni che le misure europee sulla messa al bando del motore endotermico al 2035 avranno sul sistema distributivo, economico, industriale e occupazionale del nostro Paese".

Le filiere industriali italiane automotive e carburanti - si legge nella lettera -, con le imprese della distribuzione, stanno portando avanti da tempo programmi e investimenti per contribuire in modo concreto e immediato alla lotta ai cambiamenti climatici e alla salvaguardia dell'ambiente, in un'ottica di economia circolare. Enorme è, il contributo in termini di abbattimento delle emissioni di CO2 ottenibile con l'uso di combustibili rinnovabili low-carbon e carbon-negative".

Avallare la proposta Europea implica rinunciare ai benefici ottenibili con queste tecnologie e impostare la mobilità del futuro essenzialmente su una sola tecnologia, con conseguenti incertezze dovute a una mancata diversificazione del rischio, affidandosi a soluzioni non ancora mature - in termini di veicoli e infrastrutture - ed esponendosi a una dipendenza da materie prime (terre rare, litio, ecc.) e tecnologie propri di altri paesi extraeuropei, principalmente asiatici".

"Ciò comporta pesanti conseguenze sul piano occupazionale, con la possibile perdita in Italia di oltre 100.000 posti di lavoro, di cui circa 73.000 nel solo settore automotive al 2040, dei quali 67.000 già nel periodo 2025-2030. Per tali ragioni le Associazioni "chiedono al Governo di ribadire la posizione contraria del nostro Paese a tali misure e di rinegoziare una soluzione che lasci aperte più vie". (ANSA).

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