Giornata Biodiversità: NaturaSì,aree naturali su 19% terreni

In anticipo su strategia Ue Farm To Fork che prevede 10% al 2030

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 21 MAG - La Strategia europea Farm To Fork indica che entro il 2030 il 10% dei campi coltivati deve essere dedicato a zone di conservazione della biodiversità: boschi, aree umide, siepi alberate. Un traguardo che NaturaSì, nell'ambito della sua realtà, ha già raggiunto, anzi quasi doppiato. Sui circa 32.000 ettari delle 300 aziende agricole fornitrici di NaturaSì - la maggiore realtà del biologico in Italia - le aree di natura coprono il 19% della superficie.

Mettendo assieme tutte le siepi che traversano e delimitano i campi, si coprirebbe esattamente la stessa distanza che c'è tra Roma e Trieste: 670 chilometri.

"Un piccolo patrimonio di biodiversità che dà rifugio a impollinatori e insetti i quali contrastano i parassiti delle piante alimentari, come la crisopa, che mangia gli afidi e vive nelle siepi", commenta Fausto Jori, amministratore delegato di NaturaSì. "Un mosaico naturale composto da boschi, stagni, alberi in cui in molti casi sono riapparsi piante come la felce Marsilea e animali in forte declino, tanto da essere classificati di 'interesse comunitario'. Solo per citarne alcuni: il Falco di palude, la Testuggine palustre europea, l'Airone rosso, il Barbagianni, alcune specie di pipistrelli, specie individuate, ad esempio, in un recente bioblitz scientifico organizzato nell'azienda Agricola San Michele di Cortellazzo (Ve) in collaborazione con l'Associazione successione ecologica".

Da un censimento appena ultimato su un campione delle 300 aziende dell'ecosistema NaturaSì, emerge che il 50% dedica uno spazio specificamente alle aree umide e il 29% ha al suo interno o ai suoi confini un'area protetta. Inoltre, il 26% ospita specie rare o in declino (animali e vegetali) e l'83% garantisce la presenza di diversi habitat. (ANSA).

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