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Reimagine Education, l'educazione inclusiva secondo i ragazzi

Chiedono più attenzione verso i più vulnerabili e un approccio pratico allo studio

ROMA ANSAcom

A livello globale circa la metà dei bambini e degli adolescenti non ha accesso ad un'educazione adeguata e non sta sviluppando le competenze di cui avrebbe bisogno per affrontare un futuro dai contorni ancora sfocati. Anche in Italia il sistema educativo è stato messo a dura prova, seppur in maniera meno radicale, durante la pandemia da Covid-19, che ha acuito le diseguaglianze preesistenti ed aumentato il rischio di povertà educativa e dispersione scolastica.

 

Già l'anno scorso, con la campagna Future we want, l'Unicef ha chiesto agli adolescenti e giovani come immaginavano il futuro post Covid-19. Tante le soluzioni emerse, raccolte in un Manifesto e un Report con messaggi chiave che ragazze e ragazzi indirizzavano alle Istituzioni.

Oggi adolescenti e giovani - e in particolare i più vulnerabili, minorenni a rischio di povertà ed esclusione sociale - esprimono il bisogno di "immaginare una nuova educazione". Cosa chiedono al sistema educativo? Di cosa hanno più bisogno? Tra le loro esperienze scolastiche, quali vorrebbero valorizzare? C'è un forte desiderio di un'educazione più inclusiva e innovativa, attenta ai bisogni di chi è più in difficoltà, che promuova una maggiore digitalizzazione ma anche un "paniere" essenziale di strumenti e competenze che consentano a tutti gli adolescenti e giovani di attrezzarsi per vivere in una società globale ed essere pronti al delicato passaggio dalla scuola al mondo del lavoro, sempre più dinamico e imprevedibile.

Reimagine Education, l'educazione inclusiva secondo i ragazzi

Non solo competenze di base come lettura, scrittura e matematica ma anche capacità di problem-solving, lavoro di squadra, creatività e pensiero critico. Sono le cosiddette competenze del XXI secolo, di cui i giovani hanno bisogno per lavorare, avviare un'impresa, impegnarsi in modo attivo e costruttivo nelle proprie comunità.
David, Mirko, Greta, Fatima, Valeria, Oxana e Samuele, che hanno dai 15 ai 22 anni, ci racconteranno le loro esperienze, esempi virtuosi da cui prendere spunto e trarre insegnamento.

Se ne parla martedì 8 giugno nel corso dell'Activate Talk Unicef Reimagine Education, online sui canali Unicef Italia e del media partner Ansa.
Info e agenda su https://www.activatetalksitalia.com/event-details/

 

Tornano gli Active talks 

 In occasione della chiusura dell'anno scolastico, torna l'appuntamento con gli Activate Talks di Unicef, il format pensato per dare voce ad adolescenti e giovani, e metterli a confronto con istituzioni, organizzazioni della società civile e settore privato. La pandemia ha avuto un forte impatto sui percorsi educativi e formativi di tante ragazze e ragazzi, acuendo spesso le diseguaglianze preesistenti e aumentando il rischio di povertà educativa, dispersione scolastica, le barriere per l'inserimento lavorativo. Lo dimostra ad esempio il tasso di Neet - giovani che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione - cresciuto in Italia dal 2019 al 2020 dal 22,2 al 23,3% per la fascia d'età tra 15 e 29 anni , con una percentuale di dieci punti superiore rispetto alla media europea. Per non perdere potenziale umano, risulta essenziale immaginare un'educazione più inclusiva e innovativa, partendo da esperienze positive già in essere che hanno dimostrato efficacia e validità e che meritano quindi essere valorizzate.

L'Activate Talk "Reimagine Education" - in linea con la campagna globale "Reimagine Education" di UNICEF, e con il quarto obiettivo di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 - mette in risalto quelle buone pratiche sperimentate negli anni da diverse realtà in Italia, che promuovono percorsi formativi ed educativi capaci di rispondere ai bisogni emergenti e alle richieste e aspirazioni di adolescenti e giovani.

Questa settima edizione del talk è organizzata dall'UNICEF con il patrocino del Ministero dell'Istruzione e in collaborazione con Ashoka Italia, INDIRE - Istituto Nazionale Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa e il Movimento Avanguardie Educative, ScuolaZoo.

Tramite i racconti di David, Mirko, Greta, Fatima, Valeria, Oxana e Samuele, che hanno dai 15 ai 22 anni, l'UNICEF delineerà i cambiamenti che adolescenti e giovani vorrebbero trovare alla riapertura dell'anno scolastico e quali aspetti della didattica vorrebbero vedere rafforzati, per rendere il sistema educativo più inclusivo e più rispondente alle esigenze del futuro. Le esperienze degli speaker evidenzieranno soluzioni pratiche per il contrasto all'esclusione anche tra i banchi, per il supporto agli studenti in difficoltà, e per garantire che adolescenti e giovani siano coinvolti nei processi che li riguardano, e sviluppino gli strumenti per diventare cittadini attivi e consapevoli.

Tra le testimonianze quelle di Mirko Cazzato e Greta Ingrosso, 19 e 15 anni, di Lecce, che con MABASTA mettono insieme innovazione e attualità e insegnano come combattere bullismo e discriminazione tra scuola e start up di impresa., o quella di Fatima Seyda, ventunenne senegalese, di Como, racconterà come con Associazione Cometa abbia trovato la propria strada tramite percorsi educativi su misura per lei, per le sue aspirazioni e i suoi bisogni.

Apre i lavori Anna Riatti, Coordinatrice del programma UNICEF in Italia per l'Europa e l'Asia Centrale. A raccogliere le istanze di adolescenti e giovani Elisabetta Mughini, dirigente di ricerca di INDIRE.

Moderano Luca Solesin, Senior Change Manager di Ashoka Italia, e David Joseph, ambasciatore della piattaforma U-Report On The Move di UNICEF, giunto in Italia 4 anni fa come minorenne straniero non accompagnato e oggi al termine del suo ciclo di studi al Collegio del Mondo Unito di Duino.

"Le esperienze che ragazze e ragazzi condividono oggi ci dimostrano che esistono ottimi esempi di percorsi educativi innovativi e inclusivi, capaci di garantire lo sviluppo delle competenze del XXI secolo, oggi necessarie per la transizione scuola-lavoro e all'età adulta. Questi esempi virtuosi rispondono inoltre ai bisogni e alle aspettative di ragazze e ragazzi che già a partire dalla pandemia, ma anche nell'attuale fase di definizione dei piani di resilienza, continuano a chiedere di essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che li riguardano", spiega Anna Riatti. 

In collaborazione con:
Unicef - Reimagine Education

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