Beauty & Fitness

Pre e probiotici, cosa c'è da sapere del nuovo super trend dello skincare

Potenzia le difese con i microorganismi 'buoni' e agisce come lo yogurt o il kefir per l'intestino

foto iStock. © Ansa
  • (di Agnese Ferrara)
  • 12 marzo 2021
  • 13:10

Nello skincare va via tutto il superfluo ‘unless’ (salvo che) ciò che è affine alla nostra salute, oltre che all’ambiente. La cura della bellezza si fa minimalista e i nuovi sieri che agiscono come lo yogurt per l‘intestino ossia i pre e probiotici che puntano a ‘coccolare’ il nostro microbioma cutaneo sono diventati gli ingredienti più ambiti del 2021.
I prodotti di bellezza, in particolare quelli per la cura della pelle del viso, non solo sono sempre più vegetali e certificati bio ma si arricchiscono di ingredienti ‘vitali’ come i probiotici e i prebiotici (batteri i primi, derivati i secondi) che potenziano il nostro microbioma (patrimonio genetico della popolazione di microorganismi che vive colonizzato sulla nostra pelle e partecipa a difenderla). Il messaggio ora è curare la propria pelle con pochissime sostanze, naturali, amiche ed efficaci sulla pelle. Lo skincare pre/probiotico è partito in sordina prima della pandemia e spaventava perfino qualcuno, ora è super trend e perfino promosso dai consumatori, oltre che dalla scienza.
Cosa è il microbioma e cosa c'entra la pelle
La pelle ha un suo microbioma: un ecosistema vivente costituito da microrganismi benefici, parte integrante della superficie cutanea, composto prevalentemente da batteri. Dopo decenni di ricerche e studi su questi microrganismi, oggi sappiamo che questi batteri non sono solo benefici - ma sono fondamentali per la salute e l'aspetto della nostra pelle. Per quanto sorprendente possa sembrare il nostro corpo contiene 50% di cellule umane - e 50% di cellule batteriche. Il nostro microbioma è unico, come il DNA o l'impronta digitale. Il microbioma vive in simbiosi con noi, è un dono che riceviamo da nostra madre alla nascita - e si evolve nel corso della nostra vita. Quando raggiungiamo l'età adulta, il nostro microbioma contiene fino a 1000 specie di batteri, con fino a 2 milioni di questi presenti in ogni 2 cm2 di pelle. Parte integrante della superficie della pelle, il nostro microbioma cutaneo è invisibile ma potente, e contribuisce a 3 funzioni principali della pelle:· Proteggere: questi microrganismi benefici costituiscono la prima linea di difesa tra la nostra pelle e l’ambiente esterno. Il microbioma aiuta la pelle a difendersi dagli agenti patogeni e libera proteine antiossidanti aiutando a rinforzare le difese cutanee.
Il beauty e i pre /probiotici
Puntano all’indispensabile e a meno fronzoli (clean beauty), al concetto ‘unless’ (salvo che) e dunque alla scelta di sostanze dai risultati visibili diversi brand, dai colossi della cosmetica ai brand di nicchia ultra specilizzati. Nuovi i prebiotici con enzimi attivi da frutta e verdura (enzimi da rucola, fichi d’india, mandorle, pool di vitamine, contenitori in vetro e cartone,e formule semplici e clean) dell’italiana Purophi, specializzata in cosmetica organica. Lancôme ha appena rinnovato la sua crema contorno occhi Advanced Génifique ispirandosi alla scienza del microbioma (Lilly Collins è la testimonial). Un territorio scientifico estremamente attuale e al centro delle innovazioni di trattamento Lancôme già dal 2019 con il rilancio del siero Advanced Génifique, Attivatore di Giovinezza. Arricchito da un complesso di 7 frazioni di pre e probiotici, il siero agisce sul microbioma della pelle e aiuta la pelle a recuperare fino al 77% più velocemente dopo un’aggressione esterna. Ogni applicazione fornisce alla pelle 2 milioni di frazioni di pre e probiotici: nutrienti essenziali per la pelleuardia nella scienza del microbioma. Un'intera linea, Remedy, da Comfort Zone che vanta un approccio formulativo innovativo che unisce al potere lenitivo e antinfiammatorio di due estratti botanici - Meraviglia del Perù e Issopo messicano - l’azione mirata di un prebiotico naturale che rafforza il microbiota della pelle, fondamentale per la difesa immunitaria della cute edè ottenuto dalla sintesi enzimatica di zuccheri naturali. Se il microbiota cutaneo è in disequilibrio, l’invecchiamento è accelerato, è’ necessario quindi fornirgli protezione: il brand francese SVR usa probiotici pastorizzati per rafforzare la barriera cutanea in alcuni suoi nuovi prodotti viso come [Pepti]Biotic, un gel-mat rigenerante levigante, [Hyalu]Biotic, un gel- crema rigenerante rimpolpante per 48 ore di idratazione, [Cera]Biotic, un balsamo rigenerante ridensificante e nutriente e [C20]biotic, una crema rigenerante illuminante. Da Bionike la linea Defence Hydra Jelly è un acqua-gel idratante formulata con acido ialuronico a diversi pesi molecolari, garantisce un’idratazione profonda e prolungata, con probiotico, contribuisce all’equilibrio del microbiota cutaneo e a rafforzare le difese della pelle contro le aggressioni esterne. Dello stesso marchio anche Defence Boost ideale per secchezza e discomfort cutaneo, è idratante e rinforzante delle difese cutanee, associa all’Acido Ialuronico un’innovativa combinazione di Prebiotico e Probiotico, favorendo l’equilibrio del microbiota cutaneo e rafforzando le difese della pelle. Nuovi i probiotici di Ren Clean Skincare che nel siero idratante Perfect Canvas aiutano a rinforzare la barriera naturale della pelle, aumentare la compattezza e il rinnovamento cellulare e potenziare le difese endogene contro i batteri dannosi. Contiene estratti dalla fermentazione dei batteri Alteromonas macleodii la crema idratante e prebiotica di Natura Bissé Barcellona e punta a proteggere le nostre colonie di microrganismi ‘buoni’ e tutto il tessuto cutaneo dall’inquinamento cittadino anche con antiossidanti ricavati da ginseng, mela, pesca, orzo e frumento. Tra i prodotti Pre-biotici, l'intera linea Diamond Cocoon di Natura Bissé che comprende un pretrattamento Essence, una crema quotidiana Ultra Rich e un booster.
Da Tata Harper nel Clarifying Moisturizer che idrata e schiarisce senza irritare ulteriormente la pelle ci sono 41 ingredienti, inclusi probiotici e acido salicilico, da Too Faced (da Sephora) il prime Hangover è una base per il trucco di nuova formula contenente acqua di cocco, ingredienti a base di probiotici e sostanze rivitalizzanti. Allies of Skin ha uno spray riparatore ai probiotici, Molecular Saviour.  Fa bene alla pelle ma dall'interno C Cleansing da Ringana, integratore alimentare a base di fibre e frutta con estratti di erbe, Bacillus coagulans, vitamine e minerali. Da Vichy probiotici al centro come antistress e per rafforzare l'immunità nel booster rinforzante Mineral 89 e nella linea Normaderm Phytosolution. Formulata con Argilla minerale rosa, pre e probiotici, radice di Yacon, estratto di capperi, estratto di foglie di olivo, estratto di fico d’India è la maschera The Peace di Seed to Skin (da The Beautyaholic's Shop), che utilizza probiotici in tutta la linea a cominciare dalla crema viso The Cure che è un complesso molecolare rigenerante. Prebiotici e probiotici per riequilibrare e mantenere la barriera protettiva sono ingredienti caratterizzanti la linea Age Balance di Guudcure (nello shop online .hsacosmetics.com.) dalla Badtime Mask alla Duo Cleansing Micellar Gel. Oltre ai classici prebiotici e probiotici, per un microbioma sano arrivano anche i postbiotici, sostanze chimiche rilasciate dai batteri quando si nutrono di molecole di fibra, e sono l’ultima frontiera nel trattamento della pelle. Sul mercato già due prodotti da Insium, dedicati appositamente alla detersione delle pelli nomali, miste ed oleose, formulati per riequilibrare il microbioma cutaneo.

Cosa dice la scienza
Nel maggio 2018, il colosso svizzero Givaudan che produce profumi e fragranze (e sieri probiotici) per le principali case cosmetiche, ha intervistato più di 1.500 consumatori femminili e ha scoperto che l'8% "era preoccupata per il microbiota cutaneo". Dopo la pandemia, questo numero è balzato al 27% in un sondaggio su oltre 3.900 consumatori femminili. Questo non significa affatto che detestino il microbiota, “al contrario se ne preoccupano tanto che lo stesso studio mostra che il 43% delle persone ha riferito di preoccuparsi di più dei microrganismi rispetto a prima del COVID-19. Inoltre, circa il 52% ha dichiarato di pensare, "è utile utilizzare prodotti cosmetici per prendersi cura del microbiota cutaneo", rispetto al 30% del 2018” spiega Rachel Grabenhofer, nel nuovo numero di Cosmetics & Toiletries Science Applied che ai microbioti dedica un focus. Grabenhofer segnala anche che, a fronte di un tale interesse crescente, fioccano anche nuove certificazioni ‘Microbiome-friendly’ ma si tratta perlopiù di slogan e marchi ideati dalle stesse aziende produttrici.
Mentre si cercano certificazioni autorevoli i probiotici spalmati sulla pelle sembrano funzionare davvero. E’ recente lo studio condotto alla Sorbonne Université di Parigi su creme ad azione topica contenti il Lactobacillus reuteri (microbiota intestinale) spalmate sull’avambraccio di un campione di volontari. Gli autori hanno voluto vedere il vero impatto di un probiotico sulla diversità della comunità batterica naturale della pelle. Ebbene i probiotici funzionano nel periodo di cura (durato 15 giorni). L’effetto col tempo è reversibile – si legge nell’indagine pubblicata su Microorganisms, - ma durante il periodo di trattamento questi proteggono davvero i batteri buoni del nostro corpo. Poi, giorno per giorno dall’ultima applicazione, il tasso di ‘colonizzazione’ diminuisce perché i microorganismi ‘indigeni’ riprendono a prevalere. La notizia però è che “questa nuova categoria di prodotti per la pelle possiede potenziali benefici per la salute perché interagiscono con il microbiota. 

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