Battiston, sui dati dell'epidemia di Covid-19 serve un controllo di qualità

Non c'è evidenza di un'organizzazione che ne garantisca l'integrità

Redazione ANSA

Sulla raccolta dei dati relativi all'epidemia di Covid-19 in Italia serve "un controllo di qualità", in particolare sulla loro coerenza nel tempo: lo rileva il fisico Roberto Battiston, dell'università di Trento, a proposito del dibattito in corso relativo ai dati di alcune regioni.

"E' importante avere dati affidabili e coerenti nel tempo", al momento "non è chiaro come vengano garantite integrità e tempestività nella fornitura dei dati", osserva il fisico. "Abbiamo assistito più volte - prosegue - ad anomalie locali che hanno spinto i funzionari di alcune regioni e degli organi centrali a sollevare il problema".

Il problema riguarda entrambi i tipi di dati sull'epidemia prodotti nel nostro Paese: quelli pubblici comunicati ogni giorno da Protezione civile e Ministero della Salute e quelli non pubblici, a disposizione cioè solo di un ristretto numero di esperti per ragioni di rispetto della privacy, raccolti dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) e analizzati con un algoritmo messo a punto dalla Fondazione 'Bruno Kessler' di Trento. Questi ultimi sono alla base del monitoraggio settimanale e del calcolo dell'indice di contagio Rt, decisivi quindi per le decisioni governative sulle misure di contenimento.

Il campanello d'allarme sulla qualità dei dati dovrebbe riguardare, secondo Battiston, innanzitutto le forti oscillazioni presenti in alcuni casi nel numero degli infetti attivi dei dati della Protezione Civile, assolutamente non coerenti con l'andamento naturale della diffusione dell'epidemia. Sono salti improvvisi che si possono facilmente notare, per esempio, in regioni come Veneto e Marche e nelle province autonome di Trento e Bolzano.

"Sono oscillazioni anomale perché sappiamo che la diffusione di un virus non può comportarsi così - osserva Battiston - in situazioni simili il dato non corrisponde al fenomeno che stiamo monitorando e ciò rende difficile l'analisi". In questi casi le cause possono essere collegate a ragioni esterne all'andamento dell'epidemia, per esempio a ritardi logistici o burocratici oppure a mancanza di chiarezza, come è accaduto nel caso della Lombardia, relativamente alla trasmissione delle informazioni relative alla guarigione di una certa categoria di infetti. Secondo Battiston "manca un meccanismo di controllo relativo alla consistenza e alla coerenza nel tempo del dato fra chi lo origina e chi lo riceve per analizzarlo, controllo necessario considerata l'importanza di queste informazioni nella definizione delle politiche di contenimento dell'epidemia".

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