Mostra e concerti per centenario Franco Corelli a Ancona

Anche Florez a celebrazioni della città natale del super tenore

Redazione ANSA ANCONA

ANCONA - Le arie e i duetti cantati alla Scala di Milano, i brani e le immagini delle stagioni liriche che lo hanno visto protagonista nei maggiori teatri italiani, l'esperienza professionale in America e le apparizioni televisive. Questo il percorso di una mostra intitolata 'Franco Corelli. La voce, l'artista il mito', che Ancona, sua città natale, dedica dal 25 agosto al celebre cantante lirico Franco Corelli a cento anni dalla nascita, assieme ad un concerto che vedrà esibirsi lo stesso giorno sul palco del Teatro delle Muse a lui dedicato il grande tenore Juan Diego Flòrez in un programma ispirato all'artista scomparso nel 2003. Promossa dagli Amici della Lirica 'Franco Corelli' e dal Museo Tattile Statale Omero, fino al primo novembre all'interno della Mole Vanvitelliana, a poche centinaia di metri da via Mamiani dove Corelli era vissuto, la mostra 'riporta a casa' il celebre tenore ripercorrendone l'ineguagliabile carriera attraverso quattro postazioni video dove si possono ascoltare in cuffia le sue interpretazioni, le sue testimonianze e le interviste di quanti l'hanno conosciuto. Filmati, documenti rari, ricordi e dischi ricercatissimi per un totale di quattro ore e mezzo di video-ascolto, che nel 2006 avevano costituito il nucleo centrale di un'analoga iniziativa al Ridotto delle Muse, qui arricchita da locandine delle stagioni scaligere e tra breve tempo anche da sontuosi costumi di scena provenienti dalla Scala, dal Teatro dell'Opera di Roma e dal Metropolitan di New York. Così i brani tratti da La Vestale di Spontini, da Ernani di Verdi o dagli Ugonotti di Meyerbeer, oggi quasi mai cantati per la mancanza di voci adeguate, come pure quelli dal Romeo e Giulietta di Gounod, fino alle memorabili interpretazioni di don José nella Carmen di Bizet o di Calaf nella Turandot di Puccini.
    Ma con Corelli si esibiscono anche partner del calibro di Maria Callas, Renata Tebaldi e Birgit Nilsson, che assieme alle riprese delle scene e del pubblico contribuiscono a restituirci l'immagine di un'epoca irripetibile. Geometra al Comune di Ancona, che lasciò per dedicarsi al canto, tenore dei record, con ben sei inaugurazioni della stagione scaligera e quattro in contemporanea al Met, dove dal 1961 al 1975 cantò per ben 365 volte (compresi quattro gala), Corelli, soprannominato anche 'mister sold out', resta un unicum nel panorama lirico internazionale per la potenza e duttilità della voce sia nei toni acuti che in quelli bassi, frutto di un'applicazione e di una ricerca della perfezione quasi maniacale, abbinata ad un fisico prestante che gli consentiva d'incarnare al meglio il ruolo dell'eroe. Timido e schivo nella vita, ma dominatore nella scena, dove peraltro bisognava spingerlo a forza, conservò sempre un rapporto speciale con la sua città natale, dove tornava appena possibile a trovare la sua famiglia d'origine, ma dove non cantò mai. Flòrez, altra gloria della lirica contemporanea, ne celebrerà la grandezza assieme al soprano Marina Monzò in un concerto di musiche di Bellini, Donizetti, Bizet, Gounod, Massenet, Leoncavallo e Puccini, che inaugura la rassegna Kammeroper alle Muse. Tra gli eventi in programma per ricordarlo, una tavola rotonda con i musicologi Fabio Brisighelli, Vincenzo De Vivo e Giancarlo Landini, un concerto del Coro Lirico Marchigiano 'V. Bellini', uno di musiche di Verdi e uno coi cori delle Marche. (ANSA).
   

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