A Città di Castello il restauro dello Stendardo di Raffaello

Dal 18 settembre 2021 la mostra nella Pinacoteca tifernate

Redazione ANSA CITTÀ DI CASTELLO (PERUGIA)

(ANSA) - CITTÀ DI CASTELLO (PERUGIA), 17 GIU - E' in corso nella Sala Raffaello della Pinacoteca comunale di Città di Castello il restauro dello Stendardo processionale della Santissima Trinità, una delle primissime opere attribuite all'artista, l'unica che è rimasta in città.
    Ad eseguire l'intervento sono due giovani restauratrici dell'Istituto nazionale del restauro, Sabrina Sottile e Maria Cristina Lanza, che stanno lavorando sulla base di un "restauro virtuale progettato in seno all'attività di istituto che mettiamo in pratica per restituire una visione d'insieme dello Stendardo senza interpretare l'opera, con grande rispetto anche del tempo trascorso e dell'uso devozionale per cui lo Stendardo è stato dipinto", dice Sabrina Sottile in una nota del Comune tifermate.
    "Ci sono lacune - spiega ancora - su cui si può intervenire mantenendo intatte tutte le caratteristiche originarie del quadro ed altre che ormai sono l'opera e che devono rimanere documentate. La tela anche se provata dai secoli è in buono stato e sicuramente dopo il restauro permetterà di apprezzare anche elementi che al momento non sono evidenti".
    La tecnica usata per restaurare Raffaello - spiega Maria Cristina Lanza - si chiama "tratteggio verticale. Permette di lasciare traccia dell'avvenuto intervento ad una distanza ravvicinata ma allo stesso tempo dalla distanza a cui di solito è tenuto il visitatore, garantirà la migliore visione d'insieme possibile".
    "In questo Stendardo giovanile - osserva inoltre - si intravvedono già tutti gli elementi dell'arte matura di Raffaello, la mano che lo ha dipinto è felicissima e questo rende ancora più impegnativa la responsabilità del restauro".
    Nella Pinacoteca di Città di Castello, dal 18 settembre 2021 fino al gennaio 2022 è in programma la mostra "Raffaello giovane e il suo sguardo", a cura di Marika Mercalli e Laura Teza.
    (ANSA).
   

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