Expo Dubai 2020

Expo Dubai: il video mapping, tra le esperienze più usate

In tour tra i padiglioni della Sostenibilità: da Spagna a Olanda

Redazione ANSA DUBAI

(ANSA) - DUBAI, 15 OTT - Per video mapping si intende la proiezione su parete di effetti visivi o film, che creano un effetto wow in chi li guarda. Questa esperienza visiva è al centro di tutti o quasi i padiglioni più gettonati della prima settimana di Expo, ed è stata la principale attrazione, sulla cupola di Al Wals della giornata inaugurale.
    Appena a lato del Padiglione Italia e che termina con la porta della Sostenibilità, uno dei tre ingressi ad Expo, c'è uno dei percorsi più apprezzati dai visitatori della prima settimana di Expo Dubai, che è stata dedicata ai temi della sostenibilità: è appunto il percorso tra i padiglioni che sorgono nel centro del distretto della Sostenibilità.
    Il Padiglione Spagnolo, uno di quelli più grandi e caratteristici, con un tetto fatto di tanti coni dei colori del Pantone rosso, divide i giudizi, ma sicuramente impressiona tutti i visitatori che vivono l'esperienza di passare dalle istallazioni al film alla foresta che celebra la tecnologia di Spagna. Al suo interno quello spagnolo sembra un grande parco giochi che è disegnato da uno studio diverso da chi ha realizzato la struttura architettonica esterna, che prende il nome di extreme architecture, mentre il suo percorso interno raccoglie giudizi entusiasti e lascia addosso l'effetto wow.
    Appena dopo quello spagnolo c'è il padiglione della Nuova Zelanda, il cui claim è: 'I am a solution. I make the difference' - io sono la soluzione, io faccio la differenza -.
    Si passa attraverso una esperienza di effetti misti tra cascate di acqua reale ed effetti visivi che ti fanno sentire parte della natura neo-zelandese. Ci sono rocce vulcaniche del territorio esposte e poi la visione di un film su parete: quella del video mapping è una delle opzioni più battute dai Padiglioni di questo Expo, mostrare su parete le innovazioni tecnologiche delle proprie industrie. Scorrono immagini del Whanganui river e dei Maori che fanno il paio con l'altra faccia del paese, la tecnologia. Il messaggio che viene trasmesso è: insieme possiamo fare qualcosa di stupendo.
    Ma è nel padiglione seguente, quello olandese, che il video mapping di Expo raggiunge il suo livello più alto. Il Padiglione dei Paesi Bassi è fatto con materiali riciclati dal porto di Dubai e ne emergono tutte le soluzioni innovative che il paese è capace di dare al mondo. Nei 10 minuti che servono per visitare tutto il padiglione, si entra in 50 per stanza, ci si fa una idea chiara di ciò che serve per salvarci dai cambiamenti climatici, e questa consapevolezza emerge per le attività psicologiche che attivano nei visitatori. Ti danno un ombrello all'inizio e ti aspetti chissà che cosa dopo che hai visitato il padiglione della Nuova Zelanda, dove c'è l'acqua vera che scende dall'alto: ti aspetti che piova dentro il padiglione e invece è davvero impressionante lo spettacolo di luci, video mapping e biotecnologie per l'ambiente a cui si assiste, tra i più apprezzati di Expo.
    Ma è subito dopo che c'è una delle file più lunghe per accedere ad un padiglione di tutta l'Esposizione, è quella per il Padiglione di Singapore, costruito letteralmente con la natura, ti immergi in un percorso verde, fatto di alberi e piante che mostra la tecnologia avveniristica del piccolo stato di Singapore, che un po' per la posizione accanto all'ingresso e uscita principale dell'Esposizione, un po' per l'impatto visivo, attrae l'attenzione e ne fanno uno dei più visitati. Il percorso creativo costruito al suo interno lascia emozionati i visitatori che abbiamo intervistato all'uscita. (ANSA).
   

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