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Sclerosi multipla, staminali sicure ma non bloccano malattia

Studio multicentrico su Lancet coordinato da Irccs San Martino

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - Le cellule staminali sono sicure ma non riducono le lesioni provocate dalla sclerosi multipla e non migliorano il decorso della malattia. Lo dimostra il più ampio e rigoroso studio clinico multicentrico internazionale mai condotto sull'argomento, coordinato dall'Irccs Policlinico San Martino di Genova con l'Università di Genova e pubblicato oggi sulla rivista The Lancet Neurology.
    Studi preclinici e piccole sperimentazioni su pochi pazienti avevano indicato che le cellule staminali mesenchimali possono modulare l'attività del sistema immunitario, proteggere o riparare le cellule nervose dal danno della sclerosi multipla.
    Partendo da queste premesse, lo studio Mesems, durato 8 anni, ha coinvolto 15 Centri per la Sclerosi Multipla in 9 Paesi in tutto il mondo, reclutando 144 pazienti per verificare la sicurezza e l'efficacia di cellule staminali mesenchimali estratte dal midollo osseo del paziente stesso. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a ricevere staminali o un placebo.
    "L'infusione di staminali si è dimostrata sicura e ben tollerata, ma non è emerso l'effetto di spegnere l'infiammazione, misurata attraverso il numero di nuove lesioni identificate dopo 24 settimane con la risonanza magnetica cerebrale - spiega il coordinatore della ricerca Antonio Uccelli, direttore Scientifico del San Martino -. La terapia non ha dato effetti neppure su parametri clinici quali la frequenza di ricadute né la progressione di disabilità".
    La Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (Fism) ha finanziato totalmente la ricerca condotta nei Centri italiani. "Dal 2003 Aism e la sua Fondazione, hanno scommesso su quello che allora era un territorio ancora inesplorato, finanziando importanti progetti di ricerca sull'utilizzo delle staminali nella sclerosi multipla. Questo studio ha permesso di dare risposte certe rispetto alla sicurezza. Siamo fiduciosi che ulteriori studi su questo tipo di cellule e altri tipi di staminali possano arrivare a dare una terapia efficace per la riparazione del danno", dichiara Mario Alberto Battaglia presidente Fism. Lo studio, infatti, non esclude la possibilità di verificare se vi siano possibili benefici modificando il dosaggio delle somministrazioni o utilizzando mesenchimali del tessuto adiposo, o provenienti da un donatore. (ANSA).
   

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