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Allarme dal Molise, marineria e pescatori rischiano 'default'

Dal 'caro gasolio' ripercussioni anche su commercio e turismo

(ANSA) - TERMOLI, 26 OTT - "Marinerie e pescatori a rischio default". Lo denuncia l'Associazione Armatori del Molise che chiede aiuto in ambito regionale e nazionale.
    "Sono diverse le problematiche che sta vivendo il settore della pesca a cominciare dal caro gasolio, aumentato negli ultimi tempi in maniera insostenibile, un trend che sta preoccupando parecchio la categoria. Se dovesse continuare ad aumentare - dichiarano gli armatori molisani - potrebbe costringere molti proprietari di pescherecci a non avvicendarsi in mare soprattutto in questi periodi in cui la richiesta è poca e i prezzi sono minimi. Non meno importante la questione delle spese e degli oneri fiscali che incidono per 365 giorni l'anno a fronte di 120 giornate lavorative". Della marineria molisana fanno parte 50 barche a strascico, 10 vongolare, 15 natanti della piccola pesca e 5 della mitilicoltura. Gli armatori sono circa 80, i marinai imbarcati circa 250. L'indotto del commercio del pescato vede circa 60 commercianti che acquistano al mercato ittico, 40 che comprano dai pescatori. Le maggiori barche a rischio sono le 50 a strascico.
    I costi legati al "caro gasolio" incidono in maniera importante sul budget per la gestione di un'imbarcazione. Si consumano 800 litri al giorno in una battuta di pesca, che costa 560 euro al giorno solo di carburante, cui si aggiungono le spese fisse di personale, reti e usura barca. Senza dimenticare i contributi.
    La situazione non va meglio sul fronte della pesca. "Continua a farsi sentire l'Unione Europea che porterà le 120 giornate lavorative attuali a circa 90 - aggiornano dall'Associazione armatori - senza considerare nel computo dello sforzo di pesca le barche che, in questi anni, sono state demolite. I proprietari delle barche riescono ormai a pagare quasi solo il salario minimo garantito. Anzi, avranno molta più difficoltà a farlo nei mesi a venire proprio per l'aumento delle spese, gasolio in primis. Ciò provocherà un problema notevole non solo alla marineria, ma anche ai settori collegati quali il commercio, la ristorazione e il turismo". (ANSA).
   

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