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Responsabilità editoriale di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Riparare e non sprecare, le nuove fondamenta dell’economia mondiale

“Evitare sprechi alimentari”e“riparare e non gettare” saranno i leitmotiv del prossimo futuro e due temi di investimento interessanti per gli investitori orientati alla sostenibilità. Secondo il World Resources Institute, le perdite legate agli sprechi alimentari ammontano a più di 1.000 miliardi di dollari all’anno, e questi stessi sprechi rappresentano il 6% delle emissioni globali. Inoltre quasi un quarto degli sprechi alimentari (24%) avviene a livello di filiera. Una possibile soluzione è rappresentata dalle bioculture, che rappresentano un approccio efficace per ridurre gli sprechi alimentari, contribuendo allo stesso tempo a sostenere l’equilibrio ambientale.

La strategia Natural Capital di Lombard Odier IM ha individuato 150 società in grado di creare soluzioni per una bioeconomia circolare, incluse soluzioni a base naturale per l’industria alimentare.

La Bioeconomia Circolare è una di quattro tematiche di investimento con prospettive di crescita a lungo termine, assieme ad Economia orientata ai risultati; Efficienza di risorse; e Zero waste (zero sprechi).

 

Anche sul fronte dello zero waste i numeri sono impressionanti. Si stima che ogni anno siano prodotte 54 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici di cui solo il 17% viene riciclato, con la conseguente perdita di merci e materiali per un valore di 57 miliardi di dollari. Inoltre, oltre il 50% dei prodotti scartati dai consumatori è gettato via a causa di difetti e non perché inutilizzabile (EM1) .

 

All’inizio del 2021, il Regno Unito, un numero crescente di paesi dell’Unione Europea e almeno 20 stati federali negli USA si sono impegnati per approvare una legge per il “diritto alla riparazione”, con l’intento di ridurre gli sprechi. Prolungando la durabilità dei prodotti, i consumatori contribuiscono alla riduzione non solo dell’uso delle risorse naturali, ma anche di sprechi inutili.

Questo modello economico basato su condivisione e riparazione fa parte dell’Economia orientata ai risultati tematica inclusa nella strategia Capitale Naturale di LOIM.

 

“La nostra ricerca ha identificato circa 190 società che ricadono in questa categoria. Esistono già aziende produttrici che, per determinati prodotti, garantiscono il diritto alla riparazione per 10-15 anni. Secondo la Ellen MacArthur Foundation e Ecofys, questo approccio fondato sul recupero e riutilizzo e volto a evitare sprechi e ridurre l’estrazione di materiali naturali, crea un modello circolare, che potrebbe fare risparmiare 7,5 Gt di monossido di carbonio entro il 2030 e stimolare la produttività di risorse del 3% all’anno”concludono gli esperti di LOIM.

 

 

 [EM1]Fonte: Analisi LOIM, Oko-Institut/ The Economist (stime dei dati per gli anni 2012-2013) Fonte: Analisi LOIM, Global e-Waste Monitor 2020

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