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Responsabilità editoriale di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Demografia: le opportunità della Silver Economy

Il baby boom del secondo dopoguerra ha determinato un forte aumento della quota di popolazione in età lavorativa, il cosiddetto dividendo demografico. Tuttavia, questa inedita dinamica economica non solo ha iniziato ad esaurirsi, ha anzi iniziato a cambiare rotta. Il deficit demografico avrà implicazioni di vasta portata che offrono al contempo un’ampia gamma di potenziali opportunità di crescita.

 

Secondo LOIM l’effetto combinato dei baby boomer entrati a far parte della forza lavoro, della maggiore presenza femminile nel circuito del lavoro retribuito e dell’impatto dell’esternalizzazione verso le economie che hanno aperto le proprie porte in Cina e in Europa Orientale, si è rivelato vantaggioso per le economie occidentali che hanno messo a segno una crescita annua del 10-20% in termini di forza lavoro disponibile. Ciò ha consentito alle società occidentali di godere di un contesto economico espansivo, sostenuto da una bassa inflazione e da una spesa sanitaria e pensionistica relativamente accessibile. Questa fase si è però conclusa.

 

Oggi il dividendo demografico che ha fornito le basi per il progresso economico avvenuto negli ultimi sessant’anni è andato perduto e sarà sostituito da un deficit demografico che durerà per altri sessant’anni. L’esaurimento della forza lavoro nelle principali economie avrà inevitabilmente conseguenze economiche significative che influiranno sull’inflazione e richiederanno con urgenza riforme sanitarie e pensionistiche.

 

La situazione presenta sicuramente degli ostacoli ma anche alcune interessanti opportunità di crescita. L’invecchiamento della popolazione influenza l’inflazione in due modi. In primis, la riduzione della forza lavoro sposta l’equilibrio tra produzione e consumi; analogamente, si sposta quindi anche l’equilibrio tra lavoratori (che normalmente producono più di quanto consumano) e non lavoratori (che agiscono al contrario). In secondo luogo, il progressivo invecchiamento dei lavoratori determina, da un lato, una riduzione dell’offerta di forza lavoro per l’economia, dall’altro una maggiore domanda di lavoro nei settori dei servizi come quello dell’assistenza sanitaria.

 

L’aumento della domanda di assistenza sanitaria, oltre alle numerose inefficienze sistemiche, ha determinato costi sanitari superiori alla crescita del PIL. Senza modifiche al sistema sanitario, i costi continueranno a crescere in termini di impatto sul Prodotto Interno Lordo (PIL), per due ragioni collegate: l’invecchiamento medio delle società e il numero crescente dei malati cronici.

 

L’aumento dei costi sta evidenziando la necessità di soluzioni digitali anche in questo ambito. Dal momento che siamo ancora agli albori della digitalizzazione del sistema sanitario, stanno emergendo una serie di nuove idee e tecnologie che potrebbero essere in grado di assicurare una migliore assistenza sanitaria a un costo inferiore. Come accaduto però con l'e-commerce alla fine degli anni Novanta, non si profilano vincitori evidenti, il che renderebbe molto utile l’adozione di un approccio di investimento basato sui trend per questo settore. 

 

LOIM ha dedicato a questo trend una strategia: Golden Age che investe in questi trend a lungo termine associati all’invecchiamento. Golden Age investe in imprese che beneficeranno delle necessarie riforme pensionistiche e del passaggio alla digitalizzazione nel settore sanitario o in imprese volte al settore dell’“healthy ageing”, ossia dell’invecchiamento in buona salute.

La responsabilità editoriale e i contenuti sono a cura di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

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