Economia

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Come investire nella natura

Se non ci fosse la natura avremmo già superato la soglia di 1,5 gradi da tempo. L’affermazione del climatologo svedese Johan Rockström e richiamata dal ceo di Schroders Peter Harrison (nella foto) fa riflettere su come si tende a trascurare i benefici della natura.

 

Per Harrison oggi siamo a un punto di svolta, in quanto è cresciuta a livello mondiale la consapevolezza che non basta azzerare le emissioni nette ma che occorre passare a un’economia naturale.

 

“Oltre la metà del PIL globale dipende dalla natura. Proteggerla e preservarla può favorire la mitigazione del cambiamento climatico” evidenzia Harrison che sottolinea come la stessa Schroders si sia impegnata sul tal fronte a cambiare atteggiamento.

 

“Ci siamo impegnati a cambiare l’atteggiamento verso la natura di ciascuna società in cui investiamo. Creeremo nuovi prodotti di investimento basati sulla natura e faremo leva su soluzioni da noi elaborate per incanalare capitale verso fondi nuovi ed esistenti. Così, aiuteremo i nostri clienti ad avere un impatto positivo e a diversificare le fonti di rendimento”.

 

E tra le priorità da affrontare secondo Harrison c’è la lotta alla deforestazione. “Secondo l’IPCC “agricoltura, silvicoltura e altri utilizzi del suolo” contribuiscono per il 22% alle emissioni globali e la metà (11%) deriva da deforestazione e conversione del terreno” continua il ceo di Schroders.

 

Per questo il gruppo ha avviato una partnership con Conservation International Asia Pacific con l’obiettivo di creare uno dei primi gestori di investimenti a impatto nel capitale naturale a Singapore. L’entità, denominata Akaria Natural Capital, mira ad acquisire rilevanza e competenze tali da poter allocare capitale prestando attenzione all’impatto e contribuire a eliminare alcuni dei colli di bottiglia sul fronte dei finanziamenti.

 

“La deforestazione costituisce un rischio di investimento sempre più grave, ma la natura è anche una importante opportunità. Le soluzioni a tutela di natura e clima mirano a contribuire alla preservazione, al risanamento o al miglioramento degli ecosistemi che assorbono e immagazzinano carbonio dall’atmosfera. Dalle analisi emerge che tali soluzioni potrebbero costituire circa un terzo degli interventi necessari a raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e al contempo contribuire a evitare gli effetti peggiori del cambiamento climatico” precisa Harrison che esorta ad accelerare gli investimenti in tale ambito

 

“A oggi l’AuM in soluzioni a tutela di natura e clima è pari a $21 miliardi, il doppio rispetto a cinque anni fa. Il lancio della Natural Capital Investment Alliance da parte del Principe di Galles alla COP26 rappresenta una pietra miliare nella transizione in atto. I 15 membri del gruppo hanno - o avranno - veicoli di investimento in grado di incanalare capitale verso progetti incentrati sulla natura” . “La transizione energetica è complessa. La transizione a un mondo nature-positive sarà estremamente difficile. Ma è imprescindibile e urgente e dobbiamo fare in modo che sia possibile investirvi. Ecco perché guardiamo con fiducia alla seconda metà dell’anno in cui il settore finanziario dovrà unirsi agli attori già impegnati in azioni a favore della natura” conclude il ceo di Schroders.

 

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