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Responsabilità editoriale di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Crisi energetica: non perdiamo di vista le priorità ambientali

Ora che il mondo è alle prese con un rialzo dei prezzi degli idrocarburi e l’Europa occidentale si confronta con una carenza di gas che ha portato alla creazione di piani per ridurne la domanda, diventa sempre più cruciale la sostituzione dei combustibili fossili con le rinnovabili. “In risposta alla minaccia esistenziale di un attacco e all’imperativo della sicurezza energetica ci aspettiamo un’impennata degli investimenti nell’energia pulita” sottolineano gli esperti di AllianceBernstein (AB).

Intanto, nonostante l’aumento della produzione di energia rinnovabile, l’Occidente deve trovare il modo di evitare, almeno nel breve periodo, il deficit energetico dovuto alla riduzione delle forniture russe di petrolio e gas. Per affrontare questo problema sarà necessario espandere temporaneamente l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas, ma questo vuole dire che ci sarà un rallentamento nella transizione verso l’energia pulita? Per gli esperti di AB la risposta è negativa.

 

 

“L’invasione russa dell’Ucraina ha cambiato profondamente le prospettive. In aggiunta alle considerazioni sulla sicurezza energetica, il rialzo dei prezzi di petrolio, gas naturale ed elettricità ha aumentato la convenienza delle rinnovabili rispetto ai combustibili fossili. L’incremento e la volatilità dei prezzi dell’energia accrescono l’attrattiva verso le rinnovabili e l’accessibilità di nuove tecnologie come i veicoli elettrici” avvertono da AB

 

Infatti i prezzi degli impianti di generazione rinnovabile sul mercato secondario sono in forte aumento, segno che la generazione rinnovabile è ora pienamente competitiva sul piano dei costi e interessante per gli investitori, che attualmente pagano per gli impianti di energia pulita esistenti un prezzo da 1,5 a 2 volte più alto rispetto a due anni fa.
 

E guardando al lungo termine, la loro crescita non potrà che aumentare. “Su un orizzonte di medio termine di cinque-dieci anni, l’energia pulita presenta solide prospettive di crescita secolare. Il principale motore di questa espansione sarà il programma di transizione energetica, a cui va ad aggiungersi ora una maggiore esigenza di sicurezza energetica. La crescita delle rinnovabili potrebbe essere alimentata anche da altri due sviluppi. In primo luogo, la domanda di energia tende solitamente ad aumentare con la crescita economica. In secondo luogo, l’adozione di fonti energetiche pulite potrebbe ricevere impulso dai prezzi ostinatamente elevati degli idrocarburi” precisano gli esperti di AB.

E anche vero però che non si può pensare a uno switch immediato e che sostituire l’energia russa sarà un’impresa immane: le sole rinnovabili potrebbero non essere in grado di colmare il divario nell’arco di cinque anni.


Ne consegue che l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas continueranno a giocare un ruolo di primo piano nell’interesse della sicurezza energetica. Un interesse che gli investitori non devono tralasciare.

 

“Le fonti rinnovabili, benché in rapida espansione, costituiscono ancora una quota relativamente ridotta del mix energetico e le compagnie petrolifere continuano a svolgere un ruolo essenziale nell’economia odierna. Con un engagement attivo, gli investitori possono svolgere un ruolo chiave nel ridurre l’impatto dell’attuale crisi energetica e garantire una transizione ordinata verso l’energia pulita in tutto il mondo” concludono da AB.

 

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