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Torna in commissione mozione Bori (Pd) su reddito alimentare

Rinviata dall'Aula per ulteriori approfondimenti

(ANSA) - PERUGIA, 21 GIU - L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha deciso di rinviare in Commissione, per ulteriori approfondimenti, la mozione del consigliere regionale del Partito democratico Tommaso Bori relativa all' "Attuazione in Umbria del reddito alimentare e collaborazione con i Comuni per la realizzazione del progetto in tutto il territorio regionale".
    Illustrando l'atto in Aula, Bori ha spiegato che "il 'reddito alimentare' è un progetto sociale che prevede lo sviluppo nazionale di un rapporto di collaborazione tra Istituzioni, privati e Terzo settore per la preparazione di pacchi alimentari attraverso lo spreco della distribuzione e la loro successiva erogazione nei comuni ai cittadini in stato di indigenza. E' lo strumento di contrasto a spreco fame, frutto del riequilibrio dei rapporti. È lo Stato in questo caso che si fa carico delle due emergenze, decidendo di gestirle attraverso il riconoscimento alle persone fragili non di denaro, bensì di un diritto all'accesso a prodotti alimentari parte di quell'invenduto che altrimenti verrebbe buttato via sotto forma di pacchi alimentari. Nell'attuazione di questo sistema, il compito e l'onere dello Stato è quello di individuare la platea di beneficiari, far mettere a disposizione dei comuni degli spazi utilizzabili sui quartieri e costruire un'infrastruttura digitale adeguata per la sua gestione e la sovrintendenza del processo di ritiro/distribuzione dei pacchi stessi, dove agiscono tre attori: distribuzione, enti, partner logistico. Un progetto nazionale, che deve essere organizzato centralmente dallo Stato e poi diffuso capillarmente sui territori, attraverso le Regioni e i Comuni: è la distribuzione a mettere a disposizione l'invenduto. A ritirarlo, quando possono sono i volontari del Terzo settore, alternativamente è il partner logistico. Una volta ritirato dai supermercati, i prodotti sono quindi stoccati nelle sedi delle associazioni, nei locali messi a disposizione dallo Stato tramite i Comuni e/o i piccoli spazi dentro i locali della distribuzione (supermercati, ipermercati) che intendessero e potessero mettere a disposizione per alcune fasce orarie pochi metri quadrati a disposizione del Reddito alimentare. In tal modo si risolve il problema della distanza producendo un effetto di prossimità per i beneficiari. Una volta che i pacchi sono stati preparati, possono essere ritirati dai beneficiari, che li prenotano attraverso una apposita App, scegliendo il centro di distribuzione più vicino, oppure consegnati direttamente a casa da volontari o fattorini del partner logistico, se si tratta di beneficiari fragili (invalidi e anziani)".
    "L'Umbria - ha osservato Bori, secondo quanto riferisce la Regione - dovrebbe dunque fare proprio il progetto nazionale del Reddito Alimentare, per realizzarlo anche nel territorio regionale, predisponendo le linee guida e il giusto supporto ai Comuni umbri, anche attraverso una collaborazione con Anci, affinché possano in tal modo fornire uno strumento ulteriore di supporto alle persone in difficoltà nel nostro territorio".
    Per Thomas De Luca (M5s), "c'è una contraddizione dovuta all'enorme flusso di rifiuti organici, tra cui il cibo, che finisce in discarica: la materia organica è il 35% del totale dei rifiuti, mandiamo in discarica una valanga di rifiuti pur avendo l'impiantistica per gestire quelli organici. Sono 120mila le tonnellate attuali, ma avremmo la capacità produttiva di arrivare a 200mila, quindi se riuscissimo ad attuare una riduzione dei rifiuti potremmo gestire tutto, trasformando in compost per i campi sempre meno fertili, addirittura chiudendo il ciclo dell'organico, ma la scelta che è stata fatta è quella di bruciarli. Con le politiche attuali dovremo sprecare di più, se no l'inceneritore risulterebbe insostenibile".
    Stefano Pastorelli (Lega) ha affermato che "il tema della povertà è troppo importante, da non sottovalutare. Necessaria però una riflessione sulle misure da mettere in campo.
    Indiscutibile l'esigenza di ridurre lo spreco alimentare, servono misure meno assistenziali, ma che siano efficaci. Il reddito alimentare non è ancora una misura reale, dovrà essere presa in esame a livello nazionale e insieme agli enti caritatevoli. Anche in Umbria i Comuni si stanno preparando a ridurre sprechi alimentari e farmaceutici. C'è la Consulta sugli sprechi alimentari per rendere effettiva la legge regionale vigente per limitare gli sprechi e costruire un sistema che manca. Proponiamo quindi un rinvio in Commissione per poter approfondire e implementare il tema insieme, arrivando a una risoluzione unitaria".
    "Acconsento - ha detto Tommaso Bori (Pd) anche se faccio notare che le proposte della maggioranza si votano e passano mentre quelle della minoranza si rinviano in Commissione. Chiedo che almeno sia discussa e approfondita entro 60 giorni, per ritrovarla in Aula a settembre". (ANSA).
   

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