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"Libere di essere" nel giorno compleanno Barbara Corvi

Iniziativa Osservatorio regionale sulla criminalità organizzata

(ANSA) - PERUGIA, 24 GIU - Si terrà lunedì 27 giugno in concomitanza con il giorno del compleanno di Barbara Corvi, scomparsa dal 27 ottobre del 2009, l'iniziativa "Libere di essere", organizzata dall'Osservatorio regionale sulla criminalità organizzata e l'illegalità, organo della Commissione d'inchiesta antimafia dell'Assemblea legislativa dell'Umbria.
    L'evento, a Palazzo Cesaroni, si articolerà su tre momenti, rappresentanti ciascuno una delle fasi del lavoro ideato dall'Osservatorio sulle infiltrazioni e illegalità per - spiegano gli organizzatori - "dare continuità al percorso di accompagnamento alla famiglia Corvi e alla società civile umbra nella ricerca di verità e giustizia su Barbara Corvi, nonché di elaborazione e proposta politica a partire da ciò che la storia della giovane donna di Amelia rappresenta per l'intero Paese".
    Nella prima parte della mattinata verrà presentato il progetto contestualmente avviato "Lettere per Barbara Corvi". L'idea, che ha radici nella storia del movimento antindrangheta, si inquadra nel più ampio lavoro di accompagnamento, supporto e proposta a partire dalla storia della scomparsa di Barbara Corvi. Il progetto prevede la pubblicazione mensile - ogni 27 del mese a partire da giugno - di una lettera scritta da persone significative appartenenti alla società civile impegnata nella ricerca della verità e nel costruire memoria e pubblicata sulle testate giornalistiche umbre e calabresi. L'obiettivo è rendere la memoria di Barbara Corvi "una prassi condivisa coinvolgendo persone e associazioni nel territorio umbro e non solo". "Si intende così favorire - spiegano ancora i promotori - la consapevolezza pubblica e la conoscenza sulla storia di Barbara Corvi affiancando la famiglia Corvi, le associazioni e la società civile rivolgendo insistentemente la domanda 'dov'è Barbara?'".
    Nella seconda parte verrà presentata la canzone 'Grida giustizia', un contributo nato dal legame con la storia di Barbara Corvi e prodotto dall'etichetta discografica Giuro. Il testo è di Eugenia Martino e Valeria Farinacci, con la musica di Bruno Ferri. Alla rielaborazione ha partecipato anche Valeria Farinacci che ha dato voce a questa canzone, ribadendo la vicinanza alle tematiche legate alla violenza sulle donne.
    Infine, verrà presentato il "Protocollo libere di essere" che nasce dopo anni di studio e di approfondimento sulle dinamiche intersezionali tra la violenza mafiosa e la violenza di genere.
    Da qui, l'intuizione, nata in seno all'Osservatorio, di ragionare sulle politiche di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne nonché sui modelli di accoglienza che caratterizzano i centri antiviolenza.
    Il protocollo "Libere di essere" nasce dalla collaborazione con il Centro per le pari opportunità della regione Umbria e la rete dei centri antiviolenza dell'Umbria, e rappresenta la prima esperienza in Italia di rete formalizzata tra associazioni e Istituzioni per l'accoglienza, l'accompagnamento ed il supporto delle donne sopravvissute o che intendono intraprendere un percorso di uscita dalla violenza maschile e di stampo mafioso.
    Il protocollo, che verrà firmato nei prossimi mesi al termine degli iter burocratici preposti, vede coinvolti oltre ai soggetti proponenti anche le Procura della Repubblica di Perugia, Terni e Spoleto, le Prefetture di Perugia e di Terni e i Centri Antiviolenza (Cav Barbara Corvi- Casa Delle Donne Di Terni- Cav Crisalide- Donne Contro La Violenza Aps- Liberamente Donna- Cav Maria Teresa Bricca, Città Della Pieve).
    "Un importante passo in avanti nelle politiche di prevenzione e contrasto alle mafie, a partire dal considerare la violenza di genere come violazione dei diritti umani, diritti negati dal potere mafioso", sostengono ancora gli organizzatori, "il protocollo 'Libere di essere' sarà il segno tangibile e concreto di una memoria radicata e collettiva, di un impegno concreto per tutte le donne e i percorsi di liberazione ed autodeterminazione". (ANSA).
   

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